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06.03.2018

Spray al peperoncino
in classe. Lo spruzzo
intossica 18 alunni

L’istituto è stato raggiunto da ambulanze, pompieri e polizia  FOTOLIVENove studenti sono stati portati in ospedale per accertamenti
L’istituto è stato raggiunto da ambulanze, pompieri e polizia FOTOLIVENove studenti sono stati portati in ospedale per accertamenti

Magda Biglia Un atto di incoscienza, una bravata da bulletto o incidente non voluto? Resta da appurare per quale motivo uno studente della I F dell’Abba Ballini, ieri mattina attorno alle 11, abbia raccattato da terra, dove era caduta, una bomboletta di spray al peperoncino diffondendolo nell’aula. Lui sostiene che si sia rotta durante il gesto, la professoressa afferma che a spruzzare è stato volontariamente il ragazzo. Sta di fatto che 17 compagni hanno accusato bruciori agli occhi e alla gola che non passavano con i primi interventi interni, così è stato chiamato il 112. SONO ARRIVATI i Vigili del fuoco che si sono occupati dell’ambiente da risanare, le ambulanze, la polizia che ha interrogato il «colpevole»: è sempre grande la tempestività quando si tratta di scuole. Informati tutti i genitori, alla fine, mentre nove alunni si sono ripresi dopo le prime cure, altri nove sono stati portati al Civile, uno alla Città di Brescia. Già nel pomeriggio hanno potuto fare ritorno a casa. Allarme rientrato. La bomboletta era di quelle regolari per autodifesa che una compagna aveva perso dallo zaino, quindi non c’è azione penale, ma disciplinare. Una volta sciolto il giallo, ci sarà sicuramente e commisurata. «Non capisco questa superficialità con tutto quanto facciamo in tema di legalità, di civismo, di prevenzione sui comportamenti irregolari» ha dichiarato la preside Elena Lazzari che riunirà il consiglio di classe per le decisioni. Potrebbe essere stato un atto di stupidità, ritiene. Però poteva avere ben altre conseguenze. Per questo una disponibilità a tornare nella scuola «per un’assemblea informativa su quanto può accadere in tema di salute e di responsabilità», le è venuta dalla dottoressa del pronto soccorso Giovanna Pizzamiglio. Non è la prima volta che si verifica un fatto del genere. Nell’ottobre del 2013 al Lunardi finirono all’ospedale in 27 per lo spray, su 70 intossicati, e l’anno dopo fecero la stessa fine in sei del Golgi. I ragazzi all’uscita commentavano tutti l’accaduto, nemmeno troppo stupiti. Due iscritte al vicino liceo artistico lamentavano un calo dei controlli antidroga, «per stare più tranquilli». «Nella nostra scuola non è mai successo niente, arrivano questi di prima e guarda tu. Sono le nuove generazioni» sbuffavano altre due dell’Abba. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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