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16.09.2019

Stagione venatoria
al via: magro bottino
ma zero incidenti

Prima giornata archiviata con i carnieri semivuoti a causa delle colture che danno rifugio agli animaliVentimila le doppiette bresciane a caccia di selvatici  FOTOLIVE
Prima giornata archiviata con i carnieri semivuoti a causa delle colture che danno rifugio agli animaliVentimila le doppiette bresciane a caccia di selvatici FOTOLIVE

Zero incidenti, oltre 200 controlli e 10 verbali amministrativi. Così è passata la domenica di apertura della stagione venatoria 2019-20 nel resoconto del comandante della Polizia provinciale Claudio Porretti che ha gestito Valsabbia e Valtrompia, mentre i capoguardie Gianluca Cominini e Dario Saleri si sono occupati rispettivamente della Vallecamonica e dell’Atc unico di pianura. La gran parte degli oltre 20 mila cacciatori bresciani ha imbracciato la doppietta e ha onorato la giornata di avvio, ma a loro dire i carnieri sono rimasti semivuoti. Soprattutto per i comprensori alpini si parla di apertura «scialba», in attesa del 2 ottobre quando si potrà sparare anche nelle zone di maggior tutela. A CONTROLLARE che tutto filasse liscio sono stati trenta agenti del nucleo ittico-venatorio della Polizia provinciale sparsi tra Ambito e Comprensori, e cinque pattuglie miste con agenti e volontari. Di queste ultime, nel resoconto della Polizia provinciale figurano una pattuglia di Arcicaccia, una di Libera caccia, una ancora di Lac e due del Wwf. I verbali amministrativi sono stati elevati per l’abbattimento di due lepri non annotate sul tesserino, con conseguente obbligo di rimpiazzo, e per caccia a distanza non regolamentare dalle strade. Nei comprensori le pattuglie hanno effettuato 117 controlli, 81 dei quali in Valtrompia e Valsabbia, e 36 in Vallecamonica. Altri 100 ci sono stati nell’Ambito, per un totale di 217, e le irregolarità non sono andate oltre il 5 per cento circa. Il giorno di apertura attira sempre molti. Stanzialisti, migratoristi e capannisti non si sono fatti pregare. Le doppiette hanno battuto la Bassa e le aree aperte delle valli. Anche i capanni erano quasi tutti attivi. Tuttavia il «bottino» è stato alquanto magro. Non tanto per mancanza di selvaggina, pare, quanto piuttosto per le colture (soprattutto mais e soia) ancora in essere nei campi in questo scorcio di estate, che fanno da rifugio sicuro per le specie cacciabili. Nel bilancio degli agenti la migratoria ha fatto vedere qualche tordo bottaccio e qualche colombaccio con una presenza più scarsa nell’Atc e un po’ più consistente nei comprensori alpini, sul Garda e sul lago d’Iseo. Sono stati abbattuti pure alcuni germani, qualche quaglia e alzavola. Pare sia stata un po’ dappertutto più soddisfacente, invece, la presenza di lepri e fagiani. Ma tutto in quantità tale da non permettere il ritorno a casa con i carnieri pieni. Non va comunque dimenticato che il territorio bresciano è vasto e le situazioni cambiano da una zona all’altra. Il presidente provinciale dei migratoristi Anuu Massimo Zanardelli, che ha passato la giornata nel suo capanno di Cellatica, si dice «abbastanza soddisfatto» per la presenza di lepri e qualche tordo, colombaccio, anatra selvatica. «La stanziale è legata al territorio e non è possibile generalizzare – dice -, ma qualcosa si è visto e non ci possiamo lamentare». In ogni caso, «l’importante è che tutto sia filato liscio». GLI FA ECO il presidente di Federcaccia Brescia Marco Bruni, quando sottolinea che «l’essenziale è che non ci sia stato alcun incidente e tutto si sia risolto con una giornata di festa». Anche i commenti dei suoi tesserati sono stati largamente positivi. Qualche lamentela per la scarsità di selvatici gli è arrivata, per la verità, ma lui è decisamente ottimista. «Adesso ci sono ancora colture nei campi, dove gli animali sono al riparo dei cacciatori che non possono certo entrare nel mais – dice – ma di sicuro dopo la raccolta salteranno fuori e le cose cambieranno». Bruni temeva verbali soprattutto per i versamenti per il rinnovo del porto d’armi, che qualche cacciatore effettua prima della scadenza. Ma a quanto pare anche su questo fronte tutto è andato liscio. Dunque, «le cose vanno per il verso giusto». CHE LA PRESENZA di colture non aiuti è segnalato anche dal neo presidente Atc Alessandro Sala, e anche per lui bisogna solo portar pazienza. Tra l’altro, «siamo anche alle prese con giornate eccessivamente calde – aggiunge -, che tengono lontana la selvaggina di passo, tant’è che non si sono visti tordi». Ma lui assicura che l’ambito di caccia «sta tornando a una nuova dimensione, più propositiva» e gli effetti si vedranno. «Quest’anno faremo ventisette lanci in pronta caccia – dice – e i prossimi li faremo in cinque venerdì, non più di sabato mattina, per dare alla fauna un po’ di tempo per ambientarsi». E in programma c’è pure il ripopolamento di lepri non più catturate. «Libereremo duemila capi – precisa -, poiché abbiamo ottenuto da Regione Lombardia l’autorizzazione a immetterne 600 in più». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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