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25.01.2020

Stop alla palestra del Leonardo La Provincia va per le vie legali

I tempi si allungano di un anno e forse più  per la nuova palestra del liceo Leonardo di via Balestrieri
I tempi si allungano di un anno e forse più per la nuova palestra del liceo Leonardo di via Balestrieri

Gli studenti del liceo Leonardo di via Balestrieri aspetteranno la loro palestra un anno di più, se tutto va bene. Nello spazio dove si doveva inaugurare il prossimo aprile c’è solo un grande scavo, abbandonato dal luglio dell’anno scorso. E non si sa quando i lavori potranno riprendere. La Provincia di Brescia ha rescisso il contratto con Serrantoni srl, l’impresa milanese che aveva vinto l’appalto. Questa si è rivolta al Tar per l’accertamento dei presupposti e dell’illegittimità della risoluzione, nonché per la condanna al risarcimento danni. A sua volta la Provincia, con un decreto firmato dal presidente Samuele Alghisi martedì scorso, si è costituita in giudizio e ha incaricato della difesa gli avvocati dell’Avvocatura (Magda Poli, Gisella Donati e Raffaella Rizzoli). PER USCIRE dall’impasse bisognerà attendere la sentenza del Tar, e poi muoversi di conseguenza. Il cantiere da 1,2 milioni di euro era stato consegnato nel giugno 2019 a un Rti milanese (capofila Serrantoni srl), che si era aggiudicata i lavori con un ribasso del tutto nella norma di circa il 18 per cento e aveva incassato subito – spiega il consigliere delegato all’Edilizia scolastica del Broletto Filippo Ferrari - un anticipo del 25 per cento come di norma. Siglato il contratto, l’impresa ha lavorato per un mese portando a termine lo scavo. Dopodiché «le attività prima si sono rallentate e poi fermate – ricostruisce Ferrari -, in luglio abbiamo mandato il primo sollecito scritto con il responsabile del procedimento Daniela Massarelli, ne sono seguiti altri due con richiesta di incontri a cui la ditta non ha partecipato, e sentito il parere dell’Avvocatura, abbiamo deciso di rescindere il contratto». Ferrari sottolinea che gli uffici legali del Broletto hanno verificato l’esistenza di tutte le condizioni per mandare a casa la ditta inadempiente, e non teme il verdetto dei giudici. D’altronde, il vincitore della gara aveva tutte le carte in regola per aggiudicarsi il lavoro e un esito simile non si poteva certo prevedere. «È la fotocopia di quanto accaduto alla Loggia con il campo di atletica a Sanpolino», osserva Ferrari. E come soffrono gli atleti, così soffriranno gli studenti che, incrociando le dita, avranno la loro palestra almeno con un anno di ritardo. Se la Provincia otterrà ragione dai giudici, firmerà un nuovo contratto con la ditta arrivata seconda, e da allora scatterà la conta dei nove mesi per il completamento. Con un esito diverso, le cose potrebbero complicarsi ulteriormente. In ogni caso, a soffrire sarà pure l’ente pubblico, che ha avviato un programma di edilizia scolastica da oltre 6 milioni di euro, per affrancarsi dai 2,7 milioni all’anno in affitti. •

Mimmo Varone
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