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17.09.2020 Tags: Brescia

Superiori, la prefettura chiede ordine sugli orari

Studenti in Stazione a Brescia
Studenti in Stazione a Brescia

Nessuno lo dice apertamente. Ma a togliere il sonno ai responsabili del trasporto pubblico bresciano, in particolare di quello scolastico extraurbano, è che i sessanta istituti superiori sparsi per la provincia comincino a prendere decisioni per conto proprio avvalendosi dell’autonomia che la legge concede. PERCIÒ dalla prefettura parte un chiaro invito alle scuole perché comunichino in tempo utile all’Agenzia del Tpl eventuali decisioni di modifiche di orario o di riduzione delle quote di studio a distanza. Dopo tre giorni di sostanziale tenuta del sistema studiato nel web team coordinato dal vice prefetto Stefano Simeone con Agenzia, aziende di trasporto, Provveditorato agli studi, Comune capoluogo, Provincia, sindacati, il rischio è molte scuole cedano a un ottimismo malriposto che darebbe il via a una sorta di anarchia, tale da mandare in tilt il sistema basato sul doppio ingresso e lo studio a distanza. Con il risultato ultimo di impedire agli studenti di raggiungere le loro scuole. Problemi di trasporto ci sono già in otto istituti, che sono il Marzoli e il Falcone di Palazzolo, l’Antonietti di Iseo, il Beretta di Gardone Vt, il Perlasca di Idro, il Turistico di Gardone Riviera, a cui si aggiungono problemi per gli studenti delle medie di Castelletto e Porzano di Leno e l’insufficiente collegamento Bedizzole Montichiari. Se altri si aggiungessero alla lista, cominciassero ad eliminare il doppio turno di ingresso o a moltiplicare gli orari di uscita, a ridurre le quote di studio a distanza, sarebbe il caos. «Il rischio è che in futuro se ne aggiungano altri – sottolinea Simeone -, ora anche per mancanza di insegnanti non tutte le classi hanno iniziato le lezioni, i pullman viaggiano a mezzo carico, pure Trenord dice che viaggia con carichi molto inferiori al normale e non ci sono problemi. Ma dobbiamo tenere monitorata la situazione in vista di quanto potrà accadere nei prossimi 10 giorni». Simeone sa bene che il Tpl dispone di un numero di posti e mezzi fissi, e se le scuole raddoppiassero le presenze dall’attuale 50 o 60 per cento fino all’80 e oltre ci sarebbero problemi. Perciò «tutto va coordinato – dice - e può darsi che già domani (oggi per il lettore, ndr) il provveditore Giuseppe Bonelli richiami le scuole a comunicare in tempo eventuali variazioni di orario». Anzi, «dovrebbe avvisare che ogni variazione va condivisa con il Tpl», aggiunge il delegato della Provincia Filippo Ferrari. E, «proprio perché finora siamo andati bene non bisogna abbassare la guardia – incalza il presidente dell’Agenzia Claudio Bragaglio -, nei prossimi giorni il Tpl sarà occupato in modo crescente e la turnazione degli ingressi resta assolutamente indispensabile». © RIPRODUZIONE RISERVATA

MI.VA.
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