CHIUDI
CHIUDI

04.08.2009

Tabladini, il lutto dei militanti Molgora: «Per me un maestro»


 Il senatore Francesco Tabladini
Il senatore Francesco Tabladini

Un continuo, mesto pellegrinaggio. Amici di famiglia, esponenti della Lega - soprattutto di quelli della prima ora - semplici militanti. Sono sfilati in tanti ieri all'obitorio del Civile per rendere l'estremo omaggio alla salma di Francesco Tabladini, senatore della Lega per tre legislature, morto domenica a 67 anni.
I funerali si svolgeranno domani mattina alle 9, nella parrocchia di San Fiorano, in forma strettamente privata. Poi la salma di Tabladini sarà portata al cimitero di San Bartolomeo. nella tomba di famiglia. I familiari si riservano iniziative per chiarire il possibile nesso fra la morte di Tabladini (il cui fisico era debilitato da un recente ciclo di chemioterapia) e l'infezione da claustrodium contratta durante un soggiorno a San Felice. Lo stesso tabladini aveva già presentato un esposto alla procura.
Ieri sono arrivatele manifestazioni di cordoglio «ufficiale». Il presidente del Senato, Renato Schifani, a nome proprio e di tutti i colleghi, ha inviato «il più sentito corsoglio ai familiari di Tabladini. Di lui - dice la seconda carica dello Stato - non si dimenticherà mai l'impegno civile e politico al servizio del Paese».
Il viceministro della Lega Nord, Roberto Castelli, nel dichiarare il proprio cordoglio, aggiunge: «Resta vivo il ricordo di tante battaglie combattute insieme in Senato in nome della Padania».
Il presidente della provincia di Brescia, Daniele Molgora, definisce a sua volta Tabladini «un punto di riferimento per la Lega a Brescia» rievocando l'esordio del Carroccio in città, all'inizio degli anni '90.
«ANCHE PER ME personalmente Tabladini è stata la prima guida, da lui ho imparato molte cose», osserva Molgora. Un faro che l'ha accompagnato nei suoi esordi sulla scena politica, nel 1991, in consiglio comunale a Brescia, quando Tabladini era capogruppo della Lega, «ruolo che avrebbe mantenuto per sei mesi, lasciando poi il testimone a me, dopo la sua elezione in Parlamento».
Di quel periodo Molgora ricorda ancora, fra gli episodi simbolici che davano la misura dell'uomo Tabladini, il primo esordio della Lega sui banchi del Consiglio comunale, e una riunione speciale dei neoeletti convocata in una sala del Broletto cui erano stati invitati tutti i partiti eletti tranne la Lega. «Tabladini mi disse: andiamo lo stesso. Ricordo ancora il nostro arrivo in sala, avevamo sottobraccio un po' di copie della rivista "Lombardia autonomista": la nostra entrata suscitò scalpore, successe quasi un parapiglia».
Sapeva bene, Tabladini, come farsi notare, grazie ad abilità politiche innate che, racconta Molgora, «non erano mai disgiunte da umanità e intelligenza». Non mancava lo spirito goliardico, «allora noi che lo conoscevamo bene intuivamo subito quando stava preparando qualche trucchetto politico, qualche strategia o trappola da far valere nella dialettica fra partiti».
Il resto è passato recente, la scelta di Tabladini di intraprendere un percorso diverso, «da noi non condivisa», e le strade che avevano portato entrambi a Roma - Molgora alla Camera e Tabladini al Senato - che si sono per sempre separate.LI.CE.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1