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21.05.2020 Tags: Brescia

Tamponi per tutti
Civile più sicuro
col nuovo metodo

Nel giro di un mese tutti i pazienti che entreranno all’ospedale Civile di Brescia verranno sottoposti al tampone nasofaringeo per cercare l’Rna del Covid-19. Anche quelli che arriveranno in Pronto Soccorso. La rivoluzione ha un nome, si chiama Droplet Digital Pcr, una metodica diagnostica in grado di rendere quasi infallibile l’analisi del droplet prelevato sul paziente. L’annuncio è arrivato direttamente da Arnaldo Caruso, dirigente responsabile dell’Unità Operativa di Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale Civile di Brescia, a margine della presentazione di un macchinario per la diagnostica donato al nosocomio cittadino dall’azienda Shenzhen Huada, che opera nel settore biotecnologico e farmaceutico. «Abbiamo appena ordinato il materiale, grazie anche all’ausilio di una donazione, per un costo totale di 250mila euro. Dovrebbe arrivare in due o tre settimane, e in breve tempo saremo operativi per effettuare il tampone su chiunque entrerà in ospedale» afferma il direttore del laboratorio. Per coloro che avessero interventi o visite programmate, il tampone verrà effettuato in anticipo per ottenere il risultato prima dell’accesso del paziente in ospedale. Per coloro i quali non sarà possibile programmarlo prima, come ad esempio nei casi di urgenza, verrà utilizzata questa metodica in grado di dare una risposta altamente precisa nel giro di poche ore. Il droplet prelevato al paziente verrà frazionato in ventimila goccioline minuscole, e su ciascuna di esse sarà effettuato il test per la ricerca degli acidi nucleici del Covid-19. «Avevamo due strade – spiega Caruso -. O affidarci ai test rapidi, che ci danno un responso in pochi minuti, o affidarci a questa metodica. Abbiamo scelto la seconda strada perché, secondo noi, è la più sicura. I test rapidi possono dare dei falsi negativi perché, per loro natura, non sono troppo sensibili. Immaginate il disastro che accadrebbe se portassimo in reparto un paziente positivo al Covid-19 pensando che non lo sia. Il Droplet Digital Pcr, invece, ci permette di avere una risposta praticamente certa. In attesa del responso, il paziente viene trattato come se fosse positivo, quindi con tutti i dispositivi di protezione. Quando arriverà questa strumentazione, tutti i pazienti al Civile verranno valutati per la negatività». UN’ANALISI DI massa che aiuterà a separare i pazienti Covid da quelli non Covid, evitando la circolazione del virus. Perché, nonostante le buone notizie che arrivano dalle terapie intensive del Civile, Caruso si aspetta un ritorno del contagio. «Il virus si è smorzato ma grazie alla natura, non alle azioni dell’uomo. Ci aspettiamo un ritorno della pandemia nei mesi più freddi, fra dicembre e gennaio, ma abbiamo motivo di credere che non sarà così drammatica. Anche perché saremo più preparati ad affrontarla» aggiunge il direttore del laboratorio. Le ricerche sul Covid-19 a livello mondiale stanno andando avanti, ma Caruso non ripone troppa fiducia nell’individuazione di un vaccino efficace: «Ci sono tanti tipi di Coronavirus, e non possiamo sapere quante volte muterà. Ho qualche speranza in più, invece, sulla terapia farmacologica: dobbiamo trovare dei farmaci in grado di fermarlo, così come facciamo ad esempio con l’Epatite C per la quale non esiste vaccino, ma siamo capaci di debellarla anche nei pazienti cronici. Più che nel plasma, che è una immunoterapia passiva interessante, confido negli anticorpi specifici sintetici realizzati dal dottor Rappuoli di Siena e che sono già pronti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvana Salvadori
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