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20.04.2019

«Tassa soggiorno, impatto negativo: va modificata»

Pier Giorgio  Piccioli
Pier Giorgio Piccioli

Confesercenti ha inoltrato un esposto all’Amministrazione Comunale in merito all’imposta di soggiorno. Il documento – sottoscritto dal presidente di Confesercenti della Lombardia Orientale, Pier Giorgio Piccioli e da Giovanni Provezza di Assohotel Confesercenti – sottolinea: «Dal primo aprile 2019 è obbligatoria l’applicazione dell’imposta di soggiorno per coloro che pernottano nelle strutture ricettive del comune di Brescia. L’articolo 5 prevede che l’imposta sia applicata fino ad un massimo di 90 pernottamenti complessivi nell’anno solare purché effettuati nella medesima struttura ricettiva. Il turismo che caratterizza il territorio comunale di Brescia è prettamente d’affari e molte strutture fondano la loro attività ospitando dipendenti e squadre di operai che soggiornano per lunghi periodi. L’attività commerciale di queste strutture prevede dunque la predisposizione di offerte commerciali a clienti aziendali. In particolare, il periodo di tempo che intercorre prima di beneficiare dell’esenzione dall’imposta, 90 pernottamenti, va a incidere in misura rilevante sulle offerte rivolte alla clientela». L’associazione evidenzia nel proprio esposto il fatto che, da questo mese, le strutture ricettive dei Comuni limitrofi beneficiano di un vantaggio competitivo molto significativo, in quanto il Comune di Brescia è l’unico dell’hinterland ad aver introdotto l’imposta di soggiorno. Non solo. Altre città a vocazione turistica, come Verona, Mantova e Bergamo, hanno adottato parametri più “morbidi”, introducendo un limite di cinque pernottamenti (Bergamo) e di cinque pernottamenti per mese (Mantova e Verona). GIÀ DAI PRIMI giorni di applicazione dell’imposta - siega Confesercenti - le imprese ricettive bresciane stanno incontrando difficoltà commerciali, perdendo offerte e contratti a vantaggio di realtà ricettive a pochi chilometri di distanza». L’associazione ricorda a titolo esemplificativo che un soggiorno di 60 giorni di una squadra di 20 operai in un albergo tre stelle significa il versamento di un’imposta di soggiorno pari a 1.800 euro. Perciò Confesercenti chiede una modifica al Regolamento, visto l’impatto fortemente negativo.

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