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29.09.2020 Tags: Brescia

Tav, Brescia chiede
il rinvio di un anno
E studia nuove idee

Il cantiere della Tav interesserà la parte est della città
Il cantiere della Tav interesserà la parte est della città

Prolungamento del nuovo sottopasso della Stazione ferroviaria oltre via Sostegno per raggiungere l’area di trasformazione a sud. Due inediti sottopassi a Sant’Eufemia, uno tra il viale omonimo e via Chiappa e l’altro tra via Musia e via Buffalora. Una ciclopedonale da via Chiappa/Cerca alla «Gavardina» affiancata alla ferrovia (lato sud) con diramazione da via Chiappa alla tangenziale sud. SONO solo alcune delle opere complementari e compensative al progetto preliminare Tav che la Giunta Del Bono ha deliberato il 18 settembre. Progetto che, peraltro costituisce già una «buona base» e prevede l’ampliamento dei sottopassi esistenti lungo i binari, connessi su entrambi i lati da due itinerari green paralleli. Nelle intenzioni dell’Amministrazione la ferrovia a quattro binari con l’Alta velocità in uscita verso Rezzato dovrà connettere l’est cittadino anziché dividerlo. Su tutto, la richiesta che i cantieri lascino in pace il 2023, quando Brescia sarà «capitale della cultura», ma partano l’anno dopo, e che le Ferrovie accordino garanzie aggiuntive ai residenti nella fascia da tre a dieci metri lungo il tracciato ferroviario, per compensare nel modo giusto la perdita di valore degli immobili. Insieme al proposito di continuare la «pressione» su Rfi perché la riqualificazione delle linee per Cremona e Mantova con il nuovo tratto Ghedi-Montichiari, già inserite nel Piano industriale, nonché la riapertura della Stazione di Rezzato ai passeggeri con sottopasso e marciapiedi nuovi, vengano realizzate in contemporanea con i cantieri Tav, per fare subito di Brescia il nodo ferroviario strategico della Lombardia Orientale. È lunga e articolata la lista di opere con cui la Loggia risponde al Ministero di infrastrutture e trasporti (Mit), che ha chiesto agli enti territoriali (Regione, Provincia, Comuni) e ai gestori di servizi di indicare osservazioni e prescrizioni al progetto preliminare del quadruplicamento. Oltre alle prospettive del servizio ferroviario considera ambiti di riqualificazione urbanistica, opere viabilistiche, ciclabili, reticolo idrico minore e aree verdi. Dà indirizzi su attività di cantiere, ambiti di esproprio, ambiente e attività di monitoraggio. Ci ha lavorato un gruppo inter-assessorile creato appositamente dopo un «positivo» confronto con Broletto e Comune di Rezzato, spiega l’assessore alla Mobilità Federico Manzoni, ieri alla presentazione delle richieste con il sindaco e il responsabile del settore Alberto Sutera. Ora toccherà al Mit analizzare le proposte e sottoporle al Cipe, che a cavallo del prossimo biennio deciderà se recepirle tutte o in parte e trasmetterle al General contractor per l’accoglimento nel progetto definitivo. DI CERTO per Del Bono il momento è «prezioso» per «servire con i treni la seconda cerchia dei Comuni e fare della Brescia metropolitana, già centro amministrativo, universitario e giudiziario, un nodo strategico della mobilità e capitale infrastrutturale della Lombardia Orientale». Le osservazioni e le prescrizioni vanno in quella direzione, con la precisazione che «tra progetto preliminare e definitivo ci sono ancora margini di miglioramento». La lunga serie di opere non ha una quantificazione in termini monetari, anche perché – spiega Manzoni -, molte sono presentate come complementari e se accolte finiranno nei costi del progetto, mentre le compensative non supereranno la quota ammessa per legge. In qualche modo, poi, si parte anche con il piede giusto, poiché molte opere sono già condivise da Rfi, e «anche da Regione e Provincia» precisa Del Bono. La palla passa ora al Mit, che ha l’ultima parola. Più nel dettaglio, i 10,7 chilometri di quadruplicamento (circa 6 in città e 3,5 a Rezzato) avranno i fasci di binari strettamente affiancati e richiederanno un allargamento di 5 metri della attuale massicciata. Come dire che il parco Ducos «quasi non se ne accorgerà», commenta il sindaco. Il progetto delle Ferrovie già prevede che i 2,5 metri di larghezza dei sottopassi esistenti diventeranno 4,8 e i 2,3 di altezza saliranno a 2,6. I binari saranno schermati da pannelli di vetro fotovoltaico trasparente. La Loggia aggiunge la riqualificazione di via Verona tra le vie Zima e Carini, la connessione tra i parchi Maggi e Basaglia, marciapiedi a norma nel sottopasso di via Cadorna/Duca degli Abruzzi. Quanto alle ciclabili, Rfi completerà due percorsi a nord e a sud della ferrovia. Tra le compensative richieste, il collegamento con la Gavardina, il completamento del tracciato Stazione-Parco delle cave, nuovi percorsi sul cavalcavia di via Serenissima, la riqualificazione delle connessioni metro San Polo e San Polo Parco e una nuova rotatoria all’intersezione San Polo/Bettole/Ponte. •

Mimmo Varone
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