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22.11.2019

Temporary
museum progetto
sulla Caffaro

Uno dei caselli dello stabilimento individuati come sedi
Uno dei caselli dello stabilimento individuati come sedi

Il Musil, il Museo delle scienze, il teatro Borsoni all’ex Ideal Clima, il centro culturale delle Case del sole: il Comune di Brescia li mette in fila non solo fisicamente ma li allinea anche in un progetto da spedire all’Unione Europea al fine di avere un finanziamento di 5 milioni di euro. Nuovi fondi che sarebbero manna per completare «Oltre la strada», anche con il museo di scienze naturali; idea recente, quella del trasloco da via Ozanam dove la sede versa in condizioni critiche, così recente da non rientrare in «Oltre la strada» e quindi fuori dai finanziamenti della Presidenza del Consiglio e comunali che hanno dato gambe al piano di rigenerazione di via Milano varato nel 2017. Un piano - ricordiamolo - da cinquanta milioni di euro, di cui 18 sono statali.


SERVONO insomma nuove e più fresche risorse, e per questo la Loggia ha guardato all’ultima edizione del bando europeo Urban Innovative Action che mette in palio 50 milioni di euro. Con questo bando la Commissione europea «invita le autorità urbane a testare soluzioni innovative basate sulle comunità in termini di accessibilità e partecipazione alla cultura e al patrimonio culturale, che possano avere un impatto positivo sulla progresso territoriale, le possibilità di occupazione, la coesione e l'inclusione sociale». Brescia immagina la zona di via Milano come un polo dalle potenzialità di rigenerazione che possono essere attivate proprio dalla cultura. La proposta bresciana all’Europa si sintetizza nel «Miglio delle culture», un piano globale di rigenerazione urbana, sociale e culturale che lega i singoli progetti di «Oltre la strada» in un disegno e modello urbano nella logica delle smart city. Cosa aggiunge il progetto presentato all’Ue rispetto a quanto oggi è già cantiere (ad esempio, il centro polifunzionale alle Case del Sole o lo stesso Musil i cui lavori sono iniziati da qualche giorno) e a quanto lo diventerà in futuro (il teatro Borsoni) sotto la supervisione e il coordinamento di Brescia Infrastrutture? Aggiunge due Temporary Museum, che vogliono essere una sorta di anticipazioni del museo delle scienze e dell’Eugenio Battisti dedicato alla storia del lavoro e dell’industria bresciana.


L’IDEA NASCE anche dalla constatazione che i tempi che scandiscono «Oltre la Strada» non sono omogenei, non tutto sorgerà come da un colpo di bacchetta magica, all’unisono. I tempi del Musil e quelli del Museo delle scienze naturali potrebbero essere più lunghi. Ecco allora i «temporary», che nel frattempo permetteranno un assaggio di quello che saranno le strutture definitive e il loro divenire. «Il Temporary Museum - è scritto nel progetto che sarà presentato a breve all’Ue - da un lato, è un luogo dove si possa sviluppare una narrazione attorno al processo di costruzione delle realtà museali permanenti, scienza e industria, creando la giusta aspettativa da parte dei futuri fruitori. Dall’altro lato, si tratta di attivare una sorta di centro sperimentale finalizzato a dare un contributo allo sviluppo del processo di rigenerazione dell’area ex Caffaro e non solo. Si potrebbe anche definire come una istituzione civica aperta (open civic istitution), dove poter sviluppare processi inediti di rigenerazione ed innovazione, forme di innovazione multi-livello, interdisciplinari». Questi temporary museum avranno sede - nel disegno dell’amministrazione comunale - nei due caselli che sorgono all’area dello stabilimento della Caffaro, si affacciano su via Milano e prossimamente entreranno nella disponibilità del Comune.


IL PROGETTO «Il Miglio delle culture» è promosso ed elaborato dagli assessorati alla Cultura e all’Urbanistica. Come avvenne con «Oltre la strada», che seppe raccogliere la partecipazione di una quindicina di realtà, anche in questa occasione il Comune si rivolge per compiti di coprogettazione e cofinanziamento a partner del territorio: privati, soggetti profit e non profit. E lo fa attraverso la pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse che scadrà il 29 novembre. La quota di cofinanziamento eventualmente erogata da parte della Commissione europea in caso di successo dell’iniziativa integra fino all’80 per cento i costi ammissibili del progetto per via Milano-Caffaro. Il restante 20 per cento dovrà essere coperto dal Comune di Brescia e dai partner.


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Eugenio Barboglio
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