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20.09.2019

Tentato omicidio in via Corsica: due condanne pesanti

Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile della Questura
Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile della Questura

Le pene chieste dal pm non erano certo miti. Ma il giudice è andato pure oltre. SI È CONCLUSO così con due condanne il processo per un ferimento avvenuto in via Corsica il 25 settembre 2018. Ad essere raggiunto da un proiettile e colpito con una catena era stato un cittadino tunisino, e a ferirlo erano stati due connazionali. Il ferimento era stato la conseguenza di rapporti maturati in un contesto in cui il rapporto con la legge almeno in passato era stato piuttosto tormentato. E le indagini condotte dalla squadra Mobile della Questura di Brescia non erano state certamente facili anche alla luce del muro d’omertà che era stato innalzato. Ma ieri si è arrivati alla conclusione del processo celebrato con rito abbreviato. Il pm Marzia Aliatis aveva chiesto la condanna a nove anni di carcere per entrambi gli imputati. Il giudice Luca Tringali ha condannato Nasri Arbi, colui che avrebbe sparato a 10 anni mentre Oussana Bennhasrallah, considerata la persona che avrebbe colpito con la catena, a 9 anni e mezzo. La parte civile, che soprattutto per il colpo di pistola ha rischiato grosso, era assistita dall’avvocato Silvia Guarneri. La sera del 25 settembre 2018 il cittadino tunisino ferito si presentò davanti agli operatori sanitari della Poliambulanza convinto di necessitare cure «solamente» per una ferita alla testa. Ma grazie agli accertamenti dei medici fu scoperto che il ferito era stato raggiunto anche da un colpo di pistola, nella zona toracica. Una questione di millimetri e molto probabilmente l’omicidio non sarebbe rimasto solamente tentato. Sin dalle ore successive presero il via le indagini durante le quali si fece ricorso alle intercettazioni, ma anche a riprese del sistema di videosorveglianza. Uno dei due tunisini ricercati venne rintracciato a Collio. E con lui in un’abitazione c’erano grammi di cocaina e 18mila euro. Proprio la presenza del denaro indusse a prendere in considerazione una possibile e imminente fuga dall’Italia. I due tunisini vennero quindi arrestati. Ieri il processo e le condanne superiori alle richieste del pubblico ministero. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.P.
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