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15.11.2019

Tintoretto, qualcosa
si muove Spuntano
offerte all’orizzonte?

Ancora un mese per capire il destino della torre Tintoretto
Ancora un mese per capire il destino della torre Tintoretto

Qualcosa si muove intorno alla Torre Tintoretto. Con il bando di alienazione in scadenza alle 12 del 12 dicembre prossimo, già nei giorni scorsi qualche operatore ha chiesto all’Aler informazioni più dettagliate, e ciò spinge a un certo ottimismo i vertici di viale Europa, che vedono meno aleatorio l’arrivo di qualche offerta. E che peraltro non hanno avuto ancora alcun riscontro dell’esposto depositato il mese scorso alla Corte dei Conti per denunciare la presunta «svendita» di un bene pubblico offerto a base d’asta di 1,350 milioni di euro con offerte al rialzo.


QUASI IN PREVISIONE di un eventuale pronunciamento dei giudici contabili, ieri mattina il presidente dell’Azienda per l’edilizia residenziale Albano Bianco Bertoldo e il direttore generale Corrado Della Torre hanno sottolineato che l’operazione nasce da una convergenza di Regione Lombardia, Comune di Brescia e Aler stessa, «tre enti che sono una garanzia». E quanto alle cifre, ricordano che a suo tempo, su richiesta della Camera di Commercio, «l’Agenzia delle entrate aveva dato valore zero allo stabile». In ogni caso, il valore attribuito alla Tintoretto è la risultante di una serie di condizioni relative allo stato dell’immobile e alla contingenza di mercato, che «sono state alla base sia della perizia commissionata dai nostri uffici a uno studio milanese sia dell’approfondimento affidato dal Comune al professor Alberto Falini dell’Università statale, entrambi coincidenti sulla stima del valore reale», sottolinea Bertoldo come a dire che anche su questo fronte è tutto regolare. Piuttosto, invita a considerare la portata urbanistica e sociale per la città, di un’operazione «da circa 28 milioni di euro, che produrrà 250 appartamenti ad housing sociale per circa 800 persone, con mille metri quadrati di superficie commerciale e altrettanti destinati a servizi, con una prospettiva di numerosi posti di lavoro e di indotto per le imprese bresciane che saranno coinvolte negli appalti». Dovrà fare i conti con il mercato, certo. Tuttavia Albano Bianco Bertoldo e Corrado Della Torre si dicono convinti che l’offerta a canoni di affitto e prezzi di vendita calmierati, da un lato potrà garantire margini di profitto all’eventuale operatore, dall’altro sarà concorrenziale sui comuni limitrofi e potrà rinforzare la crescita demografica che si sta già verificando in città.


PER CONTRO viene ancora sottolineato che la Tintoretto vuota dal 2012/13, vecchia di quasi 40 anni e destinata a un ammaloramento «progressivo e costante», ha pesato ad oggi per 110 mila euro sulle casse del Comune e ne costa altri 10 mila all’anno per sicurezza e fisco. «È un immobile che risulta non più attuale – precisa Bertoldo con l’occhio a chi vorrebbe una ristrutturazione da parte del pubblico -, obsoleto per condizioni antisismiche, impianti, pavimenti, serramenti… bisognoso di sistemazione dei collegamenti verticali e di redistribuzione degli spazi orizzontali, e tutto questo si farebbe con non meno di 15 milioni». E se tutto questo ancora non bastasse, «il Pgt non prevede più Erp (Edilizia residenziale pubblica, ndr) in quell’area bensì edilizia libera con permesso di costruire convenzionato – aggiunge – e lo stesso Contratto di quartiere sottoscritto con Regione Lombardia va in direzione dell’housing sociale per soddisfare le esigenze di una fascia sociale che dopo aver pagato l’affitto scivola quasi nella povertà». Ottimismo, insomma. Se ben riposto si capirà il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, quando si apriranno le sperate buste con le offerte: quel giorno arriverà un regalo con sorpresa, o ci sarà soltanto carbone?


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Mimmo Varone
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