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19.02.2020

Tornano precarie a
metà anno. Posto a
rischio per 700 maestre

L’incontro del dirigente dell’Ufficio scolastico  Bonelli con i dirigenti nell’aula magna del Tartaglia
L’incontro del dirigente dell’Ufficio scolastico Bonelli con i dirigenti nell’aula magna del Tartaglia

Sono 700 le maestre che in questi giorni nel Bresciano si vedranno modificare il contratto di lavoro a metà anno scolastico. Molte perderanno il posto di ruolo e torneranno a essere precarie; altre, nominate supplenti fino ad agosto, verranno «accorciate» a giugno, senza soldi in estate. Si tratta delle diplomate che già insegnavano quando è diventata obbligatoria la laurea per salire in cattedra alle primarie. Dopo corsi e ricorsi, in cui alla fine ci hanno guadagnato solo gli avvocati, la sentenza finale ha dato loro torto e chi aveva assaporato finalmente il tempo indeterminato, spesso dopo anni e anni di insegnamento, può stracciare il suo pezzo di carta e ricominciare da capo. Unica ancora di salvezza, per loro e per le classi, è la permanenza nel posto in cui si trovano fino al termine dell’anno scolastico, ma l’anno prossimo sarà rimescolamento e i bambini potranno scordarsi la continuità didattica. «Nessuno viene lasciato a casa - rassicura il dirigente dell’Ust Brescia Giuseppe Bonelli - l’anno prossimo avranno ancora un posto». «Si tratta di vedere nel rifacimento degli elenchi in che sede andremo a finire» sostengono le interessate. Ogni giorno a blocchi si legge sul sito dell’Ufficio Scolastico l’elenco delle depennate che erano state assunte con riserva. Lo sapevano, certo, ma avevano sperato, fra pronunciamenti a favore e contro. SONO MOMENTI di licenziamento nella scuola, a Brescia e nel Paese, visto che dal 1° di marzo resteranno a casa anche le lavoratrici delle cooperative delle pulizie perché il servizio è stato riportato all’interno, a carico dello Stato. Pare che resteranno scoperti negli istituti bresciani una novantina di posti che saranno coperti con trasferimenti da altre regioni dove c’erano più domande che posti, ma ci vorrà tempo. Si potranno cercare supplenti nel frattempo, ma chi è disposto ad accettare non sapendo quanto resterà? Scuola senza bidelli quindi, e senza dirigenti di segreteria. Il concorso per i cosiddetti Dsga non è ancora finito e di queste figure così importanti per la gestione ne mancano molte. La scuola lombarda è senza anche il dirigente dell’Ufficio Regionale, dopo il pensionamento della precedente, Delia Campanelli. «La scuola sarà senza insegnanti anche all’inizio dell’anno prossimo, visto che tutte le operazioni preparatorie degli organici sono in ritardo, visto che i concorsi non sono stati banditi» dicono i sindacati che hanno anticipato al 6 marzo lo sciopero nazionale previsto per il 17. Ormai, anche se i concorsi per il reclutamento venissero emanati oggi, dicono, non ci sarebbe il tempo materiale per essere pronti a settembre. «Il 2020-21 si preannuncia ancora peggio dei già terribili ultimi due anni, dato che si dovranno anche fare le nuove graduatorie per le supplenze, essendo scadute le triennali precedenti. Si continuano a tirare fuori belle frasi, come l’obbligo a 18 anni, ma intanto nel concreto il sistema non funziona. Si fanno miracoli per fare scuola ogni mattina» commenta Santo Gaffurini della segreteria della Cgil di categoria. Di «ritardi gravi e di anno in pericolo» parla anche Luisa Treccani, segretario generale Cisl scuola. «Già ora si può prevedere che i tempi non saranno rispettati», dice. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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