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26.09.2020 Tags: Brescia

Traffico fuori dalla Calini e aule sempre più piene Genitori preoccupati

Fuori dai cancelli i famigliari dei bambini in attesa
Fuori dai cancelli i famigliari dei bambini in attesa

I genitori della elementare Calini, al Carmine, ogni mattina sono alle prese con assembramenti fuori dai cancelli, auto accese, spesso in doppia fila. «Il tema, come ogni anno, è lo stesso: la dicotomia tra chi non vuole fare quei 300 metri a piedi e chi invece desidererebbe vivere gli spazi in sella a una bici o ad altri mezzi sostenibili per respirare aria fresca», chiosa un papà. «Non è certamente educativo - aggiunge Elena, mamma di due bimbi -. Da tempo chiediamo la Ztl ma senza risultati». Una richiesta avanzata più volte al Comune anche dal Consiglio di quartiere che pensa anche alla pedonalizzazione di via Bixio. Tra le soluzioni, anche l’adesione dell’istituto al progetto comunale «Strade scolastiche», con la chiusura al traffico a ridosso degli ingressi 25 minuti prima e un quarto d’ora dopo la campanella. «Ne va della sicurezza dei bambini, gli spazi attorno alla scuola sono limitati e le auto in movimento pericolose. Più di una volta per un soffio si è evitato il peggio. Si potrebbe pensare – è la posizione di un papà di un bambino all’ultimo anno – alla chiusura della strada dalle 8 alle 8.30 e a organizzare punti di raccolta con gli assistenti civici che, a piccoli gruppi, accompagnino a piedi all’ingresso». Complicato il passaggio anche nello strettissimo vicolo dell’Anguilla: tra auto che sfrecciano, verso contrada del Carmine, e bambini a rischio. «Sono anni che il Cdq chiede i dossi - dicono i genitori -, ma sembra sia impossibile essendo Zona 30, e comunque nessuno rispetta i limiti». Alla Calini centinaia di bambini hanno lo stesso orario. Dice la mamma di una bambina: «Si parlava di porre fine alle classi pollaio e invece, proprio quest’anno, le due nuove prime contano 24 bambini ognuna. Complicato assicurare le distanze, molte insegnanti richiedono ai bambini di mantenere la mascherina anche seduti al banco». Per un’altra mamma «si è persa l’occasione per un cambio di rotta necessario a migliorare». Ma certo l’organizzazione vista da chi sta dentro la scuola e ha la responsabilità delle decisioni è quest’anno molto complessa. Criticare da fuori è facile. «UNA MALEDIZIONE, ultimamente, aleggia sulla scuola italiana: ognuno crede di poter dire la sua. Ma troppo spesso si parla senza cognizione di causa, per sentito dire», replica la dirigente Loredana Guccione. «La Calini da sempre soffre la mancanza di spazi adeguati - spiega la preside -. Attualmente sono inutilizzate le classi più piccole, impiegate normalmente per i laboratori. Come da normativa, abbiamo utilizzato le aule più spaziose così da assicurare il distanziamento», sottolinea. Quanto alla mascherina durante le ore di lezione «non mi risulta, sarà stato consigliato ed è legittimo, ma non di certo ordinato». Infine, una notizia che farà piacere: è già stata inviata la richiesta al Comune (ancora in attesa di risposta) per inserire la Calini nel progetto «Strade Scolastiche». In conclusione «trovo scorretto l’atteggiamento di alcuni genitori - dice Guccione -: dovevano rivolgersi prima a me». •

Marta Giansanti
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