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15.09.2020 Tags: Brescia

Trasporti in città,
test superato
a pieni voti

In tanti si riversano per salire su un autobus: nel complesso le situazioni non sono mai degenerateI ragazzi ad una fermata dell’autobus nella zona della stazione ferroviaria di Brescia
In tanti si riversano per salire su un autobus: nel complesso le situazioni non sono mai degenerateI ragazzi ad una fermata dell’autobus nella zona della stazione ferroviaria di Brescia

Il timore c'è ma è più forte la voglia di ricominciare. Gli studenti bresciani si dicono pronti ad affrontare il nuovo anno scolastico tra regole e limitazioni. A partire dai mezzi pubblici: mascherine durante il tragitto, entrate e uscite ben definite, capienza massima prevista pari all’80% dei posti a sedere e in piedi. Ieri mattina il banco di prova dei trasporti è stato superato a pieni voti, complice la messa in strada di un gran numero di autobus e il rispetto delle regole da parte dei più giovani. Un'organizzazione impeccabile: in stazione il via vai interminabile delle varie linee ha permesso ai ragazzi di viaggiare in tutta sicurezza e senza preoccupanti assembramenti. «Speriamo che questa disposizione venga mantenuta nel tempo» si augura una mamma che da Rovato ha accompagnato sua figlia fino a Brescia. «Abbiamo preso il treno - racconta –, molto fruibile e con pochi pendolari». Una situazione di ordine resa possibile da una molteplicità di fattori indirizzati lungo un’unica direttrice anti-Covid e che si riflette negli ingressi a scuola distribuiti su diversi orari e nelle lezioni in presenza non estese alla totalità degli studenti (alcuni sono ancora a casa in smart schooling). Senza contare che, ieri, qualcuno ha approfittato di un passaggio in macchina dai genitori. POCHI GLI AUTOBUS affollati per la serenità d’animo di adulti e ragazzi. «Un po' di paura non manca, sopra i mezzi non è semplice garantire il distanziamento, l'importante però è rispettare le regole e mantenere la mascherina sul viso. Bisogna adattarsi, quest'anno andrà così e speriamo che la situazione migliori» ha sottolineato Marius Roibun in attesa della sua linea, direzione Istituto Olivieri. Un’apprensione soppiantata dall’estrema voglia di tornare sui banchi e di rivedere i compagni. Dopo mesi di assenza giustificata, dopo un’interruzione brusca delle lezioni in classe. «Non vedo l'ora di riprendere, sembra strano dirlo ma la scuola è mancata, soprattutto gli amici», aggiunge Victoria Belardo. «Fino a fine settembre - dicono i due studenti - andremo una settimana sì e una no. Poi si vedrà, l’importante è iniziare». Una felicità che riempie il viso dei giovani: «Finalmente di nuovo insieme, dopo troppi mesi di lontananza». Si ritrovano alla fermata dell’autobus e si chiedono come sarà ora viaggiare sui mezzi pubblici. Una titubanza scardinata subito dal desiderio di normalità e dall’intenzione di affrontare questo particolare anno, giorno per giorno. «Sappiamo che, almeno per ora, nulla sarà come prima. È importante prenderla così come viene, accettando le difficoltà che potremmo incontrare strada facendo. Fondamentale è mantenere alta l’attenzione, sugli autobus come in classe», ne sono convinte le due amiche Silvia Cordioli e Chiara Faustini, pronte a ricominciare dal primo anno di liceo, dopo aver finito la terza media «senza salutare nessuno, con una sensazione di profondo dispiacere». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Giansanti
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