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06.12.2019

«Trasporto pubblico
I conti non tornano
Paghino i Comuni»

Il trasporto pubblico locale deve fare i conti con alcuni gravi problemi di bilancio
Il trasporto pubblico locale deve fare i conti con alcuni gravi problemi di bilancio

A meno di novità, per il 2020 i conti del Tpl bresciano non potranno quadrare. Mancano 2,5 milioni, non si sa dove trovarli, e nell’Agenzia presieduta da Claudio Bragaglio si fa strada l’idea di una compartecipazione dei comuni. Per ora c’è solo uno studio, illustrato ieri da Bragaglio e dal vice Corrado Ghirardelli con il direttore Alberto Croce e le consigliere Cda Michèle Pezzagno e Lucia Guerini. Una manciata di municipi già partecipa, ma che la situazione sia seria - sottolinea il presidente -, è confermato anche «dall’interlocuzione avviata dal prefetto Attilio Visconti con l’Agenzia stessa per far fronte alle criticità». I numeri parlano, ma stavolta per Bragaglio non dicono tutto. La Regione gira al Tpl di città e provincia i soliti 54 milioni all’anno (17,3 dei quali per la città) del fondo statale. I bus di Brescia Trasporti fanno 1,64 milioni di chilometri all’anno nei 14 comuni dell’hinterland (il 19 per cento degli 8,5 totali). E la Loggia contribuisce con 1.45 milioni di euro propri, parte degli 8,5 milioni che riserva al trasporto su gomma. Il Broletto, invece, è passato dai 7,25 del 2014/15 ai 2,44 dell’anno scorso, neanche confermati per il 2020. E Ghirardelli boccia come «errore grave» che la Provincia «faccia cadere il contributo al Tpl mentre nel 2018 le multe si sono stabilizzate a 42 milioni di euro». A fronte di ciò, il corrispettivo che l’Agenzia eroga alle aziende di trasporto aumenta per adeguamento all’inflazione e fa perdere 1,1 milioni di km all’anno. Dal 2014 dell’esordio si è tradotta in un taglio del 6.4 per cento. «Il finanziamento regionale è lo stesso solo in apparenza – dice Bragaglio -, in realtà si riduce ogni anno». Per il 2019 un milione arrivato dai fondi regionali per la montagna ha evitato il peggio. Nel 2020 i nuovi meccanismi di riparto regionali lasciano il contributo pressoché invariato ma escludono la metro e peggiorano le cose. Senza la solita una tantum (6,5 milioni per il 2019), per la quale il sindaco Del Bono con gli assessori Manzoni e Capra sta trattando in Regione, la Loggia potrebbe dirottare sulla metro gli 8,5 milioni che destina alla gomma facendo precipitare la situazione.


NUOVA TEGOLA è l’assoggettabilità all’Iva (10 per cento) dei trasferimenti alle società concessionarie (della Vallecamonica) finora in ritenuta d’acconto (4 per cento), che si traduce in altra «erosione». In più, per legge dal primo gennaio prossimo l’Agenzia assumerà il contratto di servizio del Tpl urbano ancora gestito da Brescia Trasporti. E intanto cresce la domanda di servizi, soprattutto dagli studenti, come dimostrano le polemiche sui pullman super affollati. Il problema numero uno, insomma, resta trovare i soldi. Anche perché Bragaglio è deciso a confermare le gare europee di affidamento per il 2020: ad aprile le lettere d’invito, a fine luglio il termine di presentazione delle offerte e da settembre i lavori della commissione giudicatrice. Entro marzo, dunque, deve aver pronto il piano economico finanziario, e per farlo dovrà avere una certezza di risorse ancora lontana. Morale, prima o poi si busserà alle casse dei comuni. Al momento Desenzano, Monte Isola, Gardone Valtrompia e Toscolano ricevono fondi regionali e di proprio aggiungono insieme 590 mila euro all’anno. In base ad accordi specifici, poi, Concesio contribuisce con 120 mila euro, Gussago con 10 mila, Rovato con 80 mila, Bedizzole con 4 mila, Berzo-Bienno-Esine con 3 mila come la Comunità montana di Collio, Sirmione con 203 mila. Zero da tutti gli altri. Per sopperire i tecnici dell’Agenzia hanno provato a simulare nuovi scenari su due criteri (anche combinabili). Da un lato la compartecipazione proporzionale alla dimensione demografica, con esonero dei comuni sotto i 5 mila abitanti. Dall’altro quella commisurata al livello di servizio, che farebbe pagare di più i paesi lungo le direttrici di forza. Una prima ipotesi tecnica, sollecitata anche da Acb interessata a capire l’eventuale entità delle cifre, risulta che il gettito sarebbe di circa 2 milioni di euro l’anno. Per ora è uno studio, e Bragaglio precisa che nessuna decisione è stata presa.


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Mimmo Varone
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