CHIUDI
CHIUDI

18.04.2019

Trasporto senza fondi, apprensione in Loggia

Per il trasporto pubblico locale il reperimento dei fondi è prioritario per continuare a garantire il servizio
Per il trasporto pubblico locale il reperimento dei fondi è prioritario per continuare a garantire il servizio

A Roma ci sono due miliardi di euro «bloccati». Di questi, trecento milioni destinati al trasporto pubblico, cinque con destinazione finale il territorio bresciano. Se non arriveranno saranno dolori: «Significherebbe che da settembre a dicembre dovremo sopprimerne il venticinque per cento delle corse dei pullman nelle fasce orarie di punta». Non solo: «Quaranta lavoratori sparirebbero di colpo». È QUESTO uno dei timori palesato da Claudio Bragaglio di fronte ai componenti della commissione viabilità della Loggia, riunitasi ieri. Il presidente dell’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale di Brescia (audito insieme al direttore della stessa, Alberto Croce), presentandone il documento di programmazione ha fornito un’idea esaustiva circa lo stato di incertezza che grava sul comparto. «L’approdo alla gara per l’affidamento del servizio relativo all’intero bacino provinciale, qualunque sia l’esito finale del bando, segnerà nei confronti della storia precedente un salto ineludibile - ha ammonito Bragaglio». La gara si farà? «È a rischio elevatissimo, per i sette anni immaginati manca il punto di riferimento imprescindibile, ovvero le risorse». «Noi - ha chiarito Bragaglio - abbiamo ipotizzato un valore per la gara intorno ai 450 milioni, comprensivi dello storico incrementato con cinque milioni di chilometri in più. Sul fronte risorse si è però aperta una voragine tale da far immaginare che il programma non possa essere realizzato e che lo svolgimento della gara risulti impossibile nell’immediato». «Da parte del capoluogo l’indicazione è chiara. La gara non può farci fare passi indietro. La mia ambizione è che la nostra qualità non rimanga confinata all’interno delle mura venete, ma venga esportata», ha a sua volta specificato Federico Manzoni, assessore alla Mobilità. PERPLESSITÀ è stata manifestata da Gianpaolo Natali (Gruppo Misto) e da Massimo Tacconi (Lega), entrambi preoccupati dall’eventuale mancato stanziamento da parte del governo. «Il problema lo abbiamo a Roma!», ha scandito Paola Vilardi (Forza Italia), mentre Giuseppe Ungari (Pd) ha avanzato la proposta di tornare a parlare di scuole chiuse il sabato, in interazione con la Provincia: «In chiave di risparmio rappresenterebbero per il Tpl trentatré giorni in meno di funzionamento a pieno regime». Intanto le organizzazioni sindacali Filt Cgil – Fit-Cisl Uiltrasporti Lombardia, annunciano una mobilitazione regionale se non ci saranno cambiamenti di rotta. «Come andiamo dicendo, inascoltati, da tempo, nella seconda metà del 2019 si abbatterà sul Tpl una pesante riduzione delle risorse che porteranno alla messa in crisi dell'esercizio corrente - si legge in un comunicato -. La maggior parte delle Aziende non potranno assicurare le retribuzioni ai lavoratori, effettuare manutenzione, pagare i fornitori». Tutto «mentre nel resto d’Europa e del mondo si investe sul trasporto collettivo e sulla mobilità sostenibile». Scelte che «indirizzano ad un ridimensionamento del trasporto pubblico a favore dell'incremento del trasporto privato, con pesanti ricadute negative anche sull'ambiente già fortemente compromesso». «Abbiamo già chiesto un confronto all'assessore Regionale ai Trasporti, senza ad oggi aver ricevuto risposta, denunciano. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Zappa
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1