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04.08.2020 Tags: Brescia

Ubi, Massiah
lascia «un gruppo
solido e che dà profitti»

Victor Massiah: ha guidato Ubi Banca per dodici anni
Victor Massiah: ha guidato Ubi Banca per dodici anni

L’ultimo atto di Victor Massiah in Ubi è un semestre (184 milioni di utili in crescita del 38%) in forte espansione, nonostante la tempesta del Covid. Così, mentre L’ex popolare con il cuore tra Bergamo e Brescia, scalata da Intesa Sanpaolo, si prepara ad accogliere il nuovo azionista con numeri di tutto rispetto («il gruppo è solido e profittevole», le parole di Massiah), il ceo che l’ha guidato fino ad ora dice addio dopo anni che definisce «meravigliosi e pieni di soddisfazioni» con «il miglior team di direzione che abbia mai coordinato». NELLE PAROLE del manager non ci sono rimpianti nè per le scelte fatte in passato, nè per come è stata affrontata l’opas di Cà de Sass: «C’è stato un confronto ma mai scorretto», ora «tutto questo polverone si abbasserà» anche perchè - sottolinea - «il dovere del nostro consiglio era quello valorizzare al massimo la banca» e se, quindi, «si accetta di effettuare una manovra non concordata bisogna anche accettare le resistenze degli avversari». Per cui «come dicono gli anglosassoni, niente di personale». Massiah che si prepara a godersi «la montagna in sella ad una bicicletta elettrica», per il momento non scopre le carte sul suo futuro e rispedisce al mittente le accuse secondo cui la banca era ferma e avrebbe potuto essere protagonista di aggregazioni. In questi anni «l’ego del management è stato messo da parte ed è stato salvaguardato l’interesse degli azionisti», sottolinea. In tal senso «dobbiamo ritornare al 2015-2016 e guardare quali erano - puntualizza - in quei momenti in numeri in particolare dei coefficienti di capitale e delle posizioni in termini di qualità del credito e andare a vedere se era opportuno o meno fare operazioni». Mentre sui rumors più recenti di opzioni alternative ad Intesa, con Unicredit o Mps come controparti, Massiah taglia corto e replica: «Non posso commentare cose che non sono uscite ufficialmente». DA OGGI comunque si volta pagina. Con la sua uscita di scena, la transizione è affidata al vice direttore generale vicario, Elvio Sonnino, a cui temporaneamente sono stati affidati i poteri. Prima di lasciare, come ultimo atto, il ceo ha anche scritto alle colleghe e ai colleghi invitandoli ad «essere fieri» della qualità dell’istituto che ha portato «la banca più grande del Paese» a sentire «il forte bisogno di acquisirlo». «Da qui in avanti saranno altri ad indicare la direzione di marcia. È giunto il momento di congedarmi da voi - scrive -. Prima come Direttore generale, poi da fine 2008 come Consigliere delegato, ho avuto l’onore di contribuire alla crescita del nostro gruppo sin dalla sua nascita, sin dalla proposta del nome Ubi agli allora presidenti Trombi e Zanetti a Corrado Faissola e Giampiero Auletta che furono d’accordo». Massiah parla anche dei continui investimenti «in nuove tecnologie nei periodi più complessi» e ricorda anche che «la nostra quota nell’area del no-profit è doppia rispetto alla quota di mercato tradizionale e questo non è un caso. Ci hanno guidato le logiche imprenditoriali del lungo periodo coniugate con una estrema sensibilità ai valori che sono indispensabili ad una comunità sociale ed economica: la dignità del lavoro, il rispetto degli altri, il rigore intellettuale, la meritocrazia, la trasparenza delle posizioni tenute, l’onesta come massimo egoismo di una società sana». «Chiunque - aggiunge - si direbbe d’accordo su questi valori in linea teorica, la fatica è rispettarli veramente nelle attività di ogni singolo giorno. Ma questo rispetto è garanzia di un clima di fiducia che in ambito finanziario è indispensabile». NEL FRATTEMPO il consiglio, nell’attesa del regolamento dell’opas, è pronto a rimettere il proprio mandato garantendo la continuità operativa, gestionale e la corretta amministrazione fino all’assemblea chiamata a nominare il board espressione della nuovo azionista. Corale il ringraziamento a Massiah, per gli anni spesi nel gruppo passato dalla trasformazione in Spa e dal modello duale e monistico fino all’entrata nella sua orbita delle tre banche Etruria, Marche, Chieti. Il Consigliere delegato «ha contribuito a costruire una realtà solida, stimata, sostenibile, dove la dimensione nazionale è rimasta comunque rispettosa delle radici e della vicinanza al territorio nonchè degli interessi di tutti gli stakeholder», le parole della presidente, Letizia Moratti. •

Mario Mattei
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