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07.07.2020 Tags: Brescia

Uccisa sulle strisce:
arrestato il «pirata».
«Sì, sono stato io»

Manar, la bimba investita e uccisa a Bagnolo Mella, aveva solo 9 anni
Manar, la bimba investita e uccisa a Bagnolo Mella, aveva solo 9 anni

Il pirata della strada che domenica in tarda serata ha investito e ucciso sulle strisce pedonali in viale Italia a Bagnolo Mella una bambina di 9 anni ha deciso di costituirsi spontaneamente a poche ore dalla tragedia. Ora è agli arresti domiciliari con le accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso. L’AUTO GUIDATA dal 43enne, italiano, residente a Brescia, zona villaggio Sereno, è piombata sulla madre e sulla figlioletta e non ha lasciato scampo alla piccola. Manar è morta per le gravissime lesioni riportate. I soccorritori hanno provato per circa un’ora a rianimarla, ma tutto è stato vano. La tragedia che avrebbe potuto avere dimensioni ancora maggiori, si è consumata poco prima delle 23 di domenica a Bagnolo Mella, in viale Italia. La Chevrolet Orlando non ha provocato lesioni gravi alla madre della bambina. Ma a rendere tutto più drammatico è stato il fatto che a pochissima distanza da madre e figlia c’erano il padre di Manar e la sorellina. L’investimento è avvenuto sulle strisce pedonali e la famiglia stava tornando da una festa al parco. Sul posto sono arrivati subito i poliziotti dei distaccamenti di Iseo e di Montichiari. Gli accertamenti hanno consentito innanzitutto di risalire in tempi brevi al modello dell’auto e sono state diramate le ricerche. Ma nel frattempo qualcosa si è mosso anche altrove. Nelle ore successive all’incidente, chi l’aveva provocato ha deciso di costituirsi. È successo ieri mattina, in procura a Brescia. Il 43enne al volante del suv è andato a costituirsi e sono bastate poche parole per capire che si trattava di lui, della persona che si stava cercando da circa dodici ore. «Sono stato io» ha detto agli inquirenti e a quel punto sono scattati gli accertamenti volti a definire innanzitutto le condizioni psicofisiche in cui l’automobilista stava guidando. Al momento non è però possibile conoscere ancora gli esiti degli esami, su eventuali assunzione di stupefacenti o guida in stato d’ebbrezza. Nel pomeriggio il 43enne è stato sottoposto a interrogatorio in procura. Non si è avvalso della facoltà di non rispondere e assistito dall’avvocato Camilla Noris ha fornito la propria versione dei fatti. L’interrogatorio si è protratto per circa due ore e a quanto si è appreso al 43enne sono stati mostrati anche dei filmati tratti dalle telecamere della zona. TITOLARE delle indagini è il pm Maria Cristina Bonomo. Le immagini, evidentemente, hanno dato e daranno un apporto enorme nella ricostruzione dell’investimento. Ma la Polizia Stradale ha proceduto anche al sequestro dell’automobile, come sempre avviene in questi casi, e del telefono cellulare. Ogni dettaglio si rivelerà fondamentale per ricostruire un investimento che ha strappato per sempre alla famiglia, alla comunità di Bagnolo Mella, la piccola Manar. Un investimento che fino alla mattinata di ieri non aveva un responsabile. L’automobilista «è sconvolto», spiega l’avvocato Camilla Noris, che è stata nominata legale di fiducia. Ora il conducente del suv è atteso da un altro interrogatorio, quello di convalida dell’arresto ai domiciliari. Un’altra occasione in cui potrà fornire la propria versione, la propria verità. In questo caso avverrà davanti a un giudice. Una terribile vicenda, quella di cui si stanno occupando inquirenti e investigatori con una serata di festa che si è trasformata in tragedia. In cui una bambina, tenuta per mano dalla madre, investita sulle strisce pedonali, ha percorso solo una minima parte della propria esistenza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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