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20.07.2019

Un carpino per Iushra: a Serle il ricordo della bimba perduta

La targa dedicata alla bambina scomparsa un anno fa a SerleIn tanti hanno partecipato alla camminata per ricordare la bambina scomparsa un anno fa SERVIZIO FOTOLIVEGli uomini della Protezione Civile hanno piantato un carpino per ricordare la bambinaIl papà della piccola ha sfilato per primo nei boschi di Serle
La targa dedicata alla bambina scomparsa un anno fa a SerleIn tanti hanno partecipato alla camminata per ricordare la bambina scomparsa un anno fa SERVIZIO FOTOLIVEGli uomini della Protezione Civile hanno piantato un carpino per ricordare la bambinaIl papà della piccola ha sfilato per primo nei boschi di Serle

Un carpino bianco in memoria di Iushra e una targa nel suo ricordo: per non dimenticare, per non dimenticarla. Un albero per Iushra è stato piantato ieri sera dalla Protezione civile di Serle, sull’Altopiano di Cariadeghe, nella piccola radura circondata da boschi e montagne dove si sono perse le sue tracce, dove i cani l’hanno fiutata per l’ultima volta. Solo poche centinaia di metri prima, al bivio che porta alla Casina del Comune o al monastero di San Bartolomeo, è stata vista l’ultima volta, ancora viva e vegeta. A un anno esatto dalla scomparsa della ragazzina autistica di origini bengalesi, di appena 11 anni, tutto il paese si è fermato, ancora una volta: c’erano più di 150 persone ieri sera sull’Altopiano, a ripercorrere in silenzio i luoghi della scomparsa e delle ricerche, la terra di un mistero ad oggi ancora irrisolto. In testa al corteo, claudicante per via dell’incidente stradale che lo accompagna ormai da anni, c’era Mohamed Liton Gazi, il papà della piccola Iushra: nonostante la fatica è arrivato fino in cima, ha assistito in silenzio alla cerimonia, è scoppiato in un pianto come mai era stato visto, almeno in pubblico, travolto dai ricordi di quei giorni tristi, e dagli attimi felici passati insieme alla sua bambina. «Grazie a tutti, all’Italia che mi ha accolto e alla Protezione civile, grazie a tutti voi, adulti e bambini – ha detto poco prima delle lacrime – che siete qui oggi per ricordare Iushra, grazie a voi che continuate a pensare a lei, e ci aiutate nel dolore». C’ERANO TUTTI, o quasi, i protagonisti di quelle lunghissime giornate di ricerca, sotto il sole di luglio e ai primi freddi di ottobre: il maresciallo Nicolais Napolitano, Fausto Pedrotti della Protezione civile provinciale, l’ex sindaco Paolo Bonvicini, il presidente della Protezione civile di Serle Simone Zanola, i volontari di Nuvolento che sono sempre stati vicini al papà, il Soccorso alpino, la Protezione civile di Rezzato, i Vigili del fuoco, la gente del paese (e non solo) che per giorni si è impegnata nelle ricerche. «Era importante essere qui oggi – ha detto l’assessore Emanuela Sorsoli in rappresentanza dell’amministrazione comunale – a un anno esatto dalla sua scomparsa. Siamo ancora fortemente scossi per quello che è successo, è incredibile che non si sappia che fine ha fatto, che non si sia mai trovata nemmeno una traccia». «Volevamo ricordarla, l’abbiamo cercata, ci siamo fatti mille domande – ha aggiunto Simone Zanola – e continueremo a ricordarla ogni anno, il giorno della sua scomparsa, soprattutto se sarà questa la risposta della gente». Il ricordo continua anche stasera, dalle 19 in piazza Rovetta a Brescia: l’iniziativa è organizzata dalla comunità bengalese e dalla Fabi, la Federazione delle associazioni bresciane per l’immigrazione. Oltre a papà MdLiton, ci sarà anche mamma Khanam. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Gatta
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