CHIUDI
CHIUDI

24.05.2019

«Un quartiere
tranquillo ma non
mancano i furti»

Rosaria Madella
Rosaria Madella

Continua il viaggio tra i mercati della città: ieri il tour «Street News» targato Bresciaoggi ha fatto tappa al quartiere Abba. Piccolo, contenuto, esteso su buona parte di via Sant’Emiliano. Una zona molto tranquilla della città, quasi esclusivamente residenziale. E qui, la soddisfazione è di casa: rare le lamentele, poche le cose che non vanno. Anzi, pochissime. La più importante è una leggera mancanza di sicurezza. «Più o meno come nel resto della città, e del Paese – tiene a precisare Giancarlo Ippolito -. Vivo qui dai primi anni Ottanta: la conformazione del quartiere è rimasta quasi immutata con il trascorrere degli anni così come lo stile di vita. Non ci sono mai stati problemi, sicuramente solo uno: la scarsa sicurezza. Negli anni ho collezionato diversi furti e mia madre è stata scippata per una collanina d’oro che portava al collo – racconta Ippolito, suggerendo una soluzione -. Forse si potrebbe migliorare la situazione con un servizio di videosorveglianza più diffuso. I controlli ci sono, spesso passano le volanti della polizia ma di certo non bastano». Una preoccupazione, quella dei ladri in casa, che purtroppo accomuna alcuni residenti. «Mi hanno fatto visita ben otto volte: non ho più nulla di valore, neanche quei ricordi che mi legavano a mio marito che non c’è più, hanno portato via tutto – racconta con dispiacere Elena Zitarelli -. Addirittura una notte sono entrati e hanno rubato le aiuole. Sono delinquenti, topi d’appartamento che non vivono nelle vicinanze, perché dopotutto qui è tranquillo, esco di sera e non mi è mai successo nulla». Esperienze negative, risapute nella zona, talmente tanto che a volte sono state la causa di trasferimenti «obbligati». «Nel 2011 sono rimasta vedova e mio figlio ha voluto che andassi via da qui. Vivevo in una bella villa con un grande giardino: aveva paura che una volta rimasta sola qualcuno potesse entrare in casa. Abbiamo messo in vendita quella che una volta era la mia casa, puntualmente quando torno mi fermo fuori al cancello a guardarla. Ora abito in via Marconi ma il mio cuore è rimasto qui, nella tranquillità e pace di questo quartiere», racconta Enrica Corradi, «vedova Zanotto» tiene a precisare.

 

TUTTO IL MONDO è paese e i ladri sono a Brescia come altrove. Tutto sommato, fortunatamente, i residenti che hanno subito furti di vario genere sono pochi. «È una realtà molto sicura, credo di non aver mai avuto problemi rilevanti. Dopo aver lavorato una vita intera ora mi godo la serenità e la calma proprie di questa zona», dice Rosanna Maghella. Il quartiere ideale stando a sentire i tanti cittadini. «Prima vivevo in via Marconi, poi 35 anni fa mi sono trasferito qui ed ora mi sembra di vivere in vacanza: il condominio ha solo 9 appartamenti e possiamo godere di un grande giardino. Inoltre siamo fuori dalla confusione, non sentiamo né traffico né alcun tipo di rumore. Non lo cambierei con nessun altro», commenta Valentino Bodini, molto soddisfatto della sua passata scelta. Pensieri e punti di vista che non mutano nonostante provengano dalla bocca di una ragazza. «È la mia casa ormai da cinque anni e mi trovo molto bene. Ce n’è per tutti i gusti: questa parte del quartiere è quella più tranquilla, quella residenziale, ideale per chi è più anziano ed è alla ricerca della pace. Ma spostandosi di poco c’è anche la possibilità di svago per chi è più giovane», spiega l’appena maggiorenne Anka Raducanu.

 

A ROVINARE il clima di serenità di un giovedì mattina qualsiasi, solo alcune incomprensioni con gli orari del furgone di Aprica per il ritiro degli oli vegetali esausti, durante le ore di mercato. «Sono già tre volte che porto via l’olio esausto: credevo fosse dalle 8 alle 12 ma forse mi sbaglio?» chiede un po’ adirata Silvana Scolari. Quasi come un dejavu, la scena si ripete più e più volte: «So che il furgoncino per il conferimento degli oli esausti il giovedì serve anche un'altra zona: non rappresenta di certo un problema, ci mancherebbe, ma vorrei che almeno fossimo in qualche modo informati degli orari. Un semplice avviso basterebbe: eviterei di portare avanti e indietro la mia bottiglia di olio, perché puntualmente la riporto a casa», lamenta Marie Caroline Borchard, cittadina francese da circa 50 anni a Brescia. Ma tra la curiosità suscitata dal gazebo blu e il via vai delle persone una «cosa da sistemare» alla fine è venuta fuori: l’area cani di via delle Longure. «Il quartiere è impeccabile, solo una cosa vorremmo migliorare: l’area cani del parco Valentini. L’amministrazione comunale ne è già a conoscenza: quello che noi chiediamo è che venga sistemata e che vengano posizionate una fontanella ed una panchina, possibilmente rossa per ribadire la nostra lotta alla violenza sulle donne», espone Annalisa Minelli. Tra qualche lamentela e molti complimenti, questa seconda tappa dello «Street News» ha regalato anche un aneddoto che ci riporta indietro nel tempo, più o meno a cinquanta anni fa. «Mio marito è Italo Romano, per tanti anni fu il fotografo del Bresciaoggi: fu lui il primo professionista di un quotidiano a scattare una foto a colori, peccato però non l’abbia firmata altrimenti sarebbe passato alla storia», ricorda Caterina Ostini, contenta di quanto raccontato e di aver rivissuto momenti passati che hanno concorso a far diventare grande il quotidiano della città.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

MA.GIA.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1