CHIUDI
CHIUDI

21.01.2020

Un secolo di alpini:
storia, tradizione
e spirito sempre vivo

Gli alpini bresciani: sempre in prima linea nel loro impegno
Gli alpini bresciani: sempre in prima linea nel loro impegno

Una storia lunga cento anni, inseguendo i principi di coraggio, lealtà, senso del dovere, amore per la patria. Gli alpini bresciani hanno raggiunto il primo secolo di vita: uomini semplici e buoni, capaci di costruire un tracciato nel segno del bene e di condividerlo con l’intera comunità. Era il 14 novembre del 1920, una sera come tante altre ma che cambiò, e sicuramente migliorò, il trascorrere degli anni. Una forza in più a servizio della popolazione si costituì nel Ridotto del Teatro Grande, una realtà che a cento anni di distanza ancora mantiene vivo e ardente l’impegno di non dimenticare le brutalità della guerra e di aiutare e garantire in tempo di pace i valori di solidarietà e di fratellanza. La sezione Ana di Brescia fu tra le prime a livello nazionale a costituirsi (in Italia se ne contano 80 e 35 all’estero) e oggi può fare affidamento su oltre 12.000 soci e 161 gruppi. Tante le penne nere che hanno fatto grande la sezione: il suo vessillo si fregia di sette medaglie d’oro. Innumerevoli, invece, sono i simpatizzanti: un affetto guadagnato con il fluire del tempo, nel persistente aiuto verso i più bisognosi. Ed è così, con lo spirito di gratuità che da sempre li contraddistingue, che hanno dato vita a veri e propri monumenti di umanità. L’EMBLEMA senza dubbio è la scuola Nikolajewka, inaugurata il 22 gennaio 1984 e nata per ricordare la battaglia in Russia del 26 gennaio 1943. Da allora sono trascorsi 77 anni, un anniversario che verrà celebrato sabato, a partire dalle 11 nella scuola Nikolajewka. Una giornata commemorativa: alle 15.30 in piazza Loggia verrà reso onore ai caduti, alle 16.30 la messa in Duomo e alle 18 il concerto della Fanfara Tridentina al Teatro Grande. Una battaglia a cui è stata intitolata la scuola di Mompiano, da tutti considerata un «monumento vivente» e costruita in soli sei mesi dall’impegno di migliaia di alpini bresciani e da molti altri provenienti dal resto d’Italia. Ampliata nel tempo, oggi accoglie 120 persone con disabilità motorie gravi e gravissime. Un patrimonio collettivo che ha come obiettivo non solo i percorsi terapeutici ma soprattutto scongiurare il rischio dell’esclusione sociale degli ospiti. ATTENTI AI BISOGNI di tutti, fin dagli albori: le penne nere bresciane furono precursori del motto che oggi anima l’intera associazione. «Ricordare i caduti aiutando i vivi», per i nostri alpini un assunto imprescindibile già a partire dall’istituzione della «Casa de l’alpino»: un progetto che ebbe inizio nel 1922 in una caserma in località Bazena, e trovato una vera e propria collocazione a Irma dal 1938. La proposta era quella di ospitare, nella salubrità dell’aria montana dei mesi estivi, i bambini bisognosi di cure, i figli di famiglie indigenti e gli orfani di guerra. Dal 1992 presero parte anche ai lavori di costruzione dell’asilo di Rossosch in Russia (un’iniziativa nazionale nata su proposta del bresciano Ferruccio Panazza) proprio nel luogo in cui nel 1942 trovò spazio il Comando del corpo d’armata alpino. Dopo aver vagato di sede in sede - la prima fu una sala messa a disposizione dal «Caffè Roma» fino a quando non divenne troppo piccola per accogliere tutti, e poi trovarono asilo al «Gambero», una delle più antiche locande cittadine nominata anche da Silvio Pellico ne «Le mie prigioni» - decisero di costruirne una tutta per loro. Era il 1998 quando fu inaugurata e «finché ci saranno gli alpini farà compagnia alla scuola Nikolajewka». •

Marta Giansanti
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1