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18.09.2020 Tags: Brescia

Un tampone è
positivo: la
classe in quarantena

La scuola di Darfo dove si è verificato il caso di positività
La scuola di Darfo dove si è verificato il caso di positività

Un'intera classe dell’istituto comprensivo Darfo2 è a casa in quarantena da ieri mattina. Si tratta, in totale, di venti studenti: l'allarme è scattato con una telefonata dell'Ats della montagna che avvisava l'istituto di via Polline a Boario della positività di una ragazza, asintomatica, iscritta in seconda media, che fino a ieri mattina ha frequentato con i compagni le lezioni, in presenza. L'ALUNNA , che era stata in vacanza all’estero insieme alla famiglia, ha eseguito il tampone mercoledì pomeriggio. Così la telefonata tanto temuta dalle scuole è arrivata: «L'allarme è scattato intorno alle 9.30 - spiega la dirigente scolastica Paola Abondio -; abbiamo ricevuto la telefonata dell'Ats che ci informava della positività di una ragazza iscritta nel nostro istituto e ci invitava a mettere in atto la procedura prevista in questo caso». Detto, fatto: «Abbiamo spiegato alla classe cosa stava succedendo, radunato tutti i ragazzi in questione nel cortile fuori dalla scuola e abbiamo contattato i genitori e spiegato loro la situazione. Nella successiva mezz'ora tutti sono venuti a recuperare i figli, uno per uno, per portarli a casa». A questo punto il protocollo prevede che il caso positivo e i compagni di classe siano costretti alla quarantena per dodici giorni, ovvero fino al 28 settembre, quando tutti saranno sottoposti al tampone. Professori e personale scolastico sono esclusi invece dalla misura perchè si presume abbiano mantenuto le distanze di sicurezza e la mascherina e si siano sanificati costantemente le mani, anche se in queste ore vengono contattati direttamente dall'Ats della montagna per escludere la presenza di soggetti fragili, ai quali sarà consigliato di rimanere a casa. Certo uno stop che nessuno si augurava a quattro giorni dalla riapertura delle scuole dopo oltre sei mesi, uno stop che secondo la dirigente evidenzia una falla nel sistema che invitava genitori e scuola ad un patto di corresponsabilità: «La falla c'è - continua la Abondio - se ci sono persone che non si assumono il senso di responsabilità rispetto a questa cosa. Io non esprimo un giudizio perchè non so cosa è successo ai genitori e a questa ragazza, però in questi mesi abbiamo lavorato tanto sul fatto che siano i genitori a tenere a casa i bimbi quando sono malati, quindi anche in caso di dubbio tocca a loro scegliere di non mandarli in classe perchè noi come scuola per via delle norme sulla privacy non possiamo sapere nulla. Addirittura chi ha fatto il tampone e riceve una risposta, non è tenuto a comunicarlo a noi». PASSATO il momento più concitato, dirigente e professori hanno colto il positivo e preso questo come un banco di prova per l'intero istituto che forte della didattica a distanza già sperimentata con le scuole chiuse da marzo a giugno torna, per questa classe, on line già da questa mattina: «I ragazzi erano molto spaventati - chiude la preside -, abbiamo spiegato loro che non c'è nulla di cui preoccuparsi, solo una loro compagna, che ovviamente cerchiamo di tutelare in tutti i modi, ha avuto un incidente di percorso. Lavoreremo sulle emozioni anche nella didattica a distanza, lo farò io insieme agli insegnanti. Questo è un momento molto particolare, che per questa classe diventa ancora più tosto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudia Venturelli
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