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07.07.2020 Tags: Brescia

«Un tragedia indicibile che scuote la comunità»

La carrozzina della sorellina di Manar rimasta sulle strisce
La carrozzina della sorellina di Manar rimasta sulle strisce

Ieri Bagnolo si è risvegliato nell’incubo. La comunità è sotto shock per una tragedia che non trova precedenti in paese. Manar aveva soltanto 9 anni. In una frazione di secondo è stata strappata alla vita, domenica sera in viale Italia. La bambina è stata travolta e uccisa da un’auto che procedeva a velocità sostenuta mentre stava attraversando la strada sulle strisce pedonali con la mamma Saadia El Hadi, rimasta lievemente ferita. Il dramma avrebbe potuto avere proporzioni immani: la sorellina di 6 mesi era appena stata presa in braccio dal papà, altrimenti anche lei non avrebbe avuto scampo come testimonia il passeggino vuoto, devastato dall’impatto con l’auto. L’orrore si è consumato davanti allo sguardo impotente del padre Mohammed Sayed Ahmed, e degli altri due figli, di 12 e 6 anni. La famiglia stava rientrando a casa - l’abitazione è in via Gramsci, a poca distanza dal luogo dell’incidente - dopo aver trascorso la serata in compagnia di amici al vicino Parco Baleno, dove si era festeggiato un compleanno. All’improvviso due fari spuntano dal buio, e comincia l’inferno. Manar è stata trasferita d’urgenza al Civile in arresto cardiaco, ma nonostante il prodigarsi dei medici non si è più ripresa. Saadia, in stato di shock, è stata medicata al Civile e dimessa. Fortunatamente l’auto l’ha urtata soltanto di striscio. Nessuno ha avuto il coraggio di dirle subito che la piccola Manar era morta: il triste compito è toccato qualche ora dopo a Mohammed. MANAR È STATA TRAVOLTA mentre dava la mano alla mamma e con l’altra spingeva la sua bicicletta. Nell’urto è stata sbalzata a quindici metri di distanza. «Ho visto la mia bambina volare - racconta il padre -: quella macchina correva e non si è fermata. Sembrava un mostro impazzito. Voglio giustizia, anche se mia figlia non tornerà più». La dinamica dell’incidente è stata ricostruita grazie alle telecamere di videosorveglianza che sono state installate davanti all’abitazione dell’assessore alla cultura Mariagrazia Castelvedere: «Abbiamo sentito un rumore agghiacciante, poi le urla, e abbiamo capito subito che era successo qualcosa di grave. Non molto tempo fa un’auto era uscita di strada, finendo contro un albero, ma questa volta ci siamo accorti subito che si trattava di qualcosa di diverso - racconta l’assessore -. Siamo usciti, e abbiamo visto quella scena raccapricciante. I soccorsi sono arrivati in fretta, ma si è capito subito che per la bambina non c’era ormai più niente da fare». E come ricostruito poi anche da chi sta indagando sull’omicidio stradale, l’assessore afferma che le registrazioni delle telecamere sono chiare: «Si vede l’auto arrivare, nessun tentativo di frenata, soltanto i fanali posteriori che si accendono nell’attimo stesso in cui piomba su mamma e figlia. Poi quell’auto si è data alla fuga, senza un attimo di esitazione». LA FAMIGLIA di Manar abita ormai da anni a Bagnolo Mella. Il papà è di origine egiziana, la mamma è marocchina, «ma tutti i bambini sono nati qui - spiega il sindaco Cristina Almici -. La dinamica dell’incidente è davvero assurda: su quella strada, arrivando da Leno, la visibilità è buona. Non capisco come il conducente non possa aver visto le persone che si trovavano sulle strisce pedonali. É una tragedia indicibile: il pensiero è andato subito a un altro dramma e ad un altro bambino che Bagnolo ha dovuto piangere: Alessandro di 12 anni, travolto dal treno nel 2015 mentre stava andando a scuola». «È un lutto che colpisce l’intera comunità - osserva il parroco don Faustino Pari -. Siamo di fronte a una famiglia integrata: Manar frequentava lo spazio compiti dell’oratorio». Distrutte dal dolore anche le maestre della piccola vittima, che aveva appena concluso la terza elementare: «Era una bambina intelligente e sensibile. Non riusciamo a credere che non potremo più prenderci cura di lei». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
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