CHIUDI
CHIUDI

13.06.2019

Una biscia sbuca dallo scarico Paura nella doccia del fotografo

La biscia si è arrampicata in cima alla docciaEcco l’«ospite» inatteso trovato nello studio fotografico
La biscia si è arrampicata in cima alla docciaEcco l’«ospite» inatteso trovato nello studio fotografico

In America lo sai che i coccodrilli vengon fuori dalla doccia? Invece a Brescia, nella provincia denuclearizzata, dalla doccia vengon fuori i serpenti. È successo ieri pomeriggio in via dell’Argine, nel bagno dello studio fotografico di Ottavio Tomasini, cui per ovvi motivi è venuto piuttosto facile immortalare con la sua Canon l’incontro ravvicinato... inquietanti gli esiti: come nella scena di un film horror, il rettile si è fatto strada attraverso lo scarico della doccia, quindi ha iniziato a esplorare ogni angolo della toilette strisciando disinvolto e indisturbato su e giù per il lavabo, arzillo e impertinente lungo le piastrelle e gli armadietti. Fino all’arrivo dell’ospite indesiderato: il padrone di casa. «Quando ho aperto la porta sono rimasto di sasso, ma più che spaventarmi ho subito pensato a uno scherzo» ha raccontato il fotografo. «Man mano che mi avvicinavo diventava sempre più nervoso e aggressivo. A quel punto non più ho avuto dubbi: altro che scherzo, era davvero un serpente. Nero come la pece e molto grosso pure, occhio e croce direi tra il metro e mezzo e i due metri di lunghezza». Stando alla descrizione di Tomasini e ai dettagli ben evidenti negli scatti, dovrebbe trattarsi di un biacco o biscia nera. «Non un serpente velenoso, al contrario innocuo e piuttosto mite, ma la cui stazza può incutere paura» conferma il raffronto fotografico sui tanti siti che classificano le varie specie di rettili e serpenti. «La testa è ovale (quella della vipera è a cuneo), il corpo snello, la coda sottile, gli occhi sono sporgenti, ben grandi e con una pupilla rotonda, altro elemento di distinzione con la vipera. Il biacco ha come unica difesa la fuga: se però viene attaccato tende a mordere a ripetizione e sebbene il suo morso non sia pericoloso, è comunque poco piacevole». FORTUNATAMENTE, non l’epilogo di ieri: «Grazie all’aiuto di un paio di amici siamo riusciti a prenderlo per la coda e a farlo entrare in un sacchetto, poi l’abbiamo liberato nella campagna dietro allo studio». Meglio ancora, consigliano gli esperti, sarebbe allertare guardia forestale o l'Ats veterinaria. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1