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20.03.2019

«Una scuola
efficiente
e inclusiva»

I dirigenti scolastici arrivati al polo culturale di via Bollani per l’incontro con il VescovoDavide Guarneri, Domenico Simeone, monsignor Pierantonio Tremolada e Giuseppe Bonelli
I dirigenti scolastici arrivati al polo culturale di via Bollani per l’incontro con il VescovoDavide Guarneri, Domenico Simeone, monsignor Pierantonio Tremolada e Giuseppe Bonelli

Centralità della scuola per lo sviluppo di un Paese: è stato questo ieri il leitmotiv di un incontro nel polo culturale della diocesi in via Bollani fra il vescovo, monsignor Pierantonio Tremolada, e i dirigenti scolastici bresciani. «Ci impegniamo per un’istruzione di qualità. Faremo in modo che gli educatori vengano assunti fra i più professionalmente qualificati e motivati, che siano supportati con le risorse necessarie e da sistemi efficienti oltre che efficacemente governati»: questo l’impegno sottoscritto dai Paesi aderenti all’agenda Unesco per il 2030. Sembra un libro dei sogni che si scontra con la realtà dei fatti, con i dati riferiti dal primo relatore invitato al tavolo, Domenico Simeone direttore della cattedra Unesco dell’Università Cattolica, una delle due cattedre locali che fanno di Brescia un caso raro. In Italia la dispersione scolastica è al 14 per cento (l’obiettivo 2020 era il 10), i laureati erano nel 2016 il 16,3 per cento della popolazione, e peggio di noi in Europa c’è solo la Romania. La spesa per l’istruzione è il 4 per cento del Pil contro il 4,9 della media Ue, era il 9,1 per cento della spesa pubblica nel 2008, è scesa al 7,9, a fronte del 9,6 della Germania ma anche del 9,3 della Spagna. «LA POVERTÀ riduce la frequenza alle materne: un tempo frequentava il 98 per cento dei bambini in età, adesso siamo sotto quasi di una decina di punti. Inoltre il calo demografico riduce le classi: nel nostro mondo quest’anno ha chiuso la Pace, l’anno prossimo a Manerbio chiuderanno le medie» ha sottolineato Davide Guarneri, delegato della diocesi agli istituti cattolici, coordinatore dell’appuntamento. Di «grave e sottovalutato problema della denatalità» ha parlato anche il vescovo: «Caleremo molto e la questione dovrebbe essere affrontata con maggiore serietà. Anche il sistema scolastico dovrà trovare forme interne di cooperazione e corresponsabilità per farvi fronte», ha sostenuto. «Verso un’educazione inclusiva per tutta la vita», titolava l’invito per i presidi: «La scuola italiana offre qualità a bassi costi, l’unico difetto è che non sa rivendicarlo, non abbastanza percepita dall’opinione pubblica e persino dai docenti stessi che non hanno abbastanza considerazione di sé. Va restituito valore alla scuola» ha rimarcato Giuseppe Bonelli, dirigente dell’Ufficio scolastico chiamato aldibattito. INCLUSIONE è la parola d’ordine nelle sfide per il 2030, stesse opportunità per tutti. E se pur gli scolaretti stranieri non sono più un’emergenza, come ricordato da Guarneri, «anche la scuola, luogo primo dell’integrazione dove si impara a essere e a vivere insieme come auspica l’Unesco, sarà coinvolta nei prossimi anni in una proposta seria per il passaggio, ormai avviato e irreversibile, a una società multietnica» ha chiarito monsignor Tremolada. Che, interrogato a margine sul nodo dei richiedenti asilo, ha ribadito che la Chiesa non li lascerà soli: «Faremo quanto possibile con le nostre risorse e con la nostra capacità di accoglienza per continuare l’ospitalità». In riferimento ai nuovi bandi prefettizi che dimezzano il contributo alle cooperative e riducono tutto ai soli vitto e alloggio, dice: «aderiremo ma aggiungeremo quello che è necessario per mantenere la qualità e i valori di riferimento». •

Magda Biglia
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