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16.09.2020 Tags: Brescia

Vaccini
antinfluenzali:
pressing su
tempi e dosi

Un anziano si vaccina contro l’influenza. Garantite le dosi per i soggetti a rischio, anziani e con patologieUn medico prepara una siringa con il vaccino contro l’influenza
Un anziano si vaccina contro l’influenza. Garantite le dosi per i soggetti a rischio, anziani e con patologieUn medico prepara una siringa con il vaccino contro l’influenza

Gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla corsa contro il tempo per trovare il vaccino contro il Covid 19. Nel frattempo, prosegue però anche la campagna di sensibilizzazione sull’utilità della vaccinazione antinfluenzale. È possibile, secondo gli studi effettuati finora, che rappresenti uno «scudo» in più contro il virus. Ed è certo che una buona copertura contribuirà ad alleggerire il sistema sanitario, messo a dura prova durante l’emergenza Coronavirus. Sull’onda della consapevolezza dell’importanza della prevenzione, è attesa una vera e propria corsa alla vaccinazione che, però, dovrà fare i conti con l’organizzazione e con le forniture. «A quanto è dato sapere fino ad oggi l’adesione da parte dei medici di famiglia - spiega Angelo Rossi, segretario provinciale della Fimmg - è buona, più di 500 colleghi (su 710, Ndr.) si sono resi disponibili ad effettuare le vaccinazioni ed è stato richiesto un numero di dosi più elevato rispetto agli anni scorsi. Chiaramente andranno definite le modalità organizzative. In alcuni ambulatori non c’è lo spazio sufficiente per garantire i distanziamenti perciò sappiamo che si sta vagliando la possibilità di utilizzare palestre o di chiedere la collaborazione delle Asst per ospitare medici che ne facessero richiesta». Come specifica Ats, si partirà da fine ottobre e alcune categorie avranno la priorità: i soggetti fragili con patologie croniche a rischio di complicanze di qualsiasi età; poi da inizio novembre toccherà agli over 65, anche ospiti di Rsa da metà novembre; infine agli operatori sanitari. Verso metà novembre inizieranno anche i bambini 2-5 anni con vaccino spray. Sarà valutata l’estensione ad altre classi di età, tipo 60 - 65 enni e bambini di altra fascia d’età. «L’importante a questo punto- avvisa Angelo Rossi - è anche cominciare al più presto. Arrivando a ridosso di novembre può verificarsi il problema della concomitanza con i primi sintomi dell’influenza». Il Sistema sanitario regionale ha programmato l’acquisto di 2,8 milioni di dosi di cui 200mila dedicate agli operatori sanitari e 70 mila ai pazienti delle Rsa. Per fare un paragone, in Lombardia, i vaccini ordinati nel 2019 erano stati circa 1,6 milioni. Il piano, fa sapere la Regione, verrà presentato nei dettagli a Brescia giovedì. IL VERO PROBLEMA potrebbe verificarsi, però, per i provati che vorranno acquistare il vaccino in farmacia. Nella scorsa campagna vaccinale, nelle farmacie bresciane sono state dispensate circa 27 mila dosi (800 mila a livello nazionale) acquisite dalla rete bresciana di Cef, e per quest’anno si stima almeno un aumento del 50% di richieste. Dopo un dibattito che si protrae da settimane, l’intesa dell’altro ieri in conferenza Stato-Regioni per destinare alle farmacie a livello nazionale solo l’1,5% dei vaccini antinfluenzali, equivalenti a 250 mila dosi, è stata giudicata dalle associazioni di categoria largamente insoddisfacente. «È una quota minima ben lontana da quella auspicata. Mai come quest’anno la vaccinazione antinfluenzale assume un valore fondamentale per tutta la popolazione, per i soggetti a rischio ma anche per gli attivi, come sostiene tutta la comunità medico-scientifica», aggiunge Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia, ieri a Roma per un vertice con i colleghi, mentre oggi al ministero si discuterà nuovamente della situazione. «Il problema è pesante - conferma ancora -. Riservare i vaccini solo a determinate categorie con il rischio di avanzi è pericoloso, sarebbe stato giusto quest’anno essere ancora più precisi con i calcoli per rifornire anche noi». I farmacisti sono in difficoltà, ammette Mottinelli: «I clienti iniziano già a chiedere i vaccini e non sappiamo che dire. Se davvero le forniture saranno in quantitativo così limitato, si aprirà anche il tema della distribuzione sulla rete delle farmacie. Le aree più periferiche e più lontane rischiano di essere penalizzate e non è corretto. I cittadini devono avere tutti lo stesso trattamento». Condivisibile poi anche l’appello ad accelerare i tempi: «Rispetto ad altri Stati - conferma Mottinelli - siamo molto indietro». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Natalia Danesi
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