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24.11.2020 Tags: Brescia

Vaccini spray,
«mancano le
istruzioni»

Un’infermiera somministra il vaccino antinfluenzale ad un bambini con lo spray
Un’infermiera somministra il vaccino antinfluenzale ad un bambini con lo spray

Dopo gli anziani ad essere rimasti, al momento, senza vaccino antinfluenzale, ora tocca ai pediatri attivare un altro fronte di protesta sullo stesso tema. Questa volta, però, il problema non riguarderebbe tanto la fornitura delle dosi, quanto la loro utilizzabilità. Solo da ieri i pediatri di famiglia, che hanno deciso di aderire alla campagna vaccinale antinfluenzale per i propri assistiti, hanno potuto prenotare le dosi attraverso le farmacie. La consegna dei vaccini spray, utilizzati per la prima volta in Italia proprio in questa occasione ma già ampiamente impiegati nell’Europa del Nord, è già cominciata negli studi medici che ne hanno fatto richiesta. «Nel Bresciano l’adesione alla campagna vaccinale è stata di circa il 30% dei pediatri di famiglia» spiega Giuseppe Tettoni, pediatra a Travagliato e consigliere regionale di Simpef, il sindacato dei pediatri di famiglia maggiormente rappresentativo in Lombardia. Tutto bene, sembrerebbe dunque. Almeno rispetto alla situazione in cui si trovano moltissimi ultra sessantacinquenni che non hanno nemmeno una prospettiva a breve di poter ricevere il vaccino. «IN REALTÀ la situazione non è migliore. Per questo come Simpef abbiamo scritto nei giorni scorsi una lettera di protesta al governatore Attilio Fontana - spiega Tettoni - Per la prima volta, la campagna vaccinale antinfluenzale è stata estesa gratuitamente ai bambini sani fra i due e i sei anni non compiuti. A parte il fatto che siamo quasi alla fine di novembre e abbiamo appena potuto prenotare le dosi, quando invece avremmo dovuto partire a settembre a vaccinare i bambini per evitare di trovarci nel pieno dell’influenza prevista per il prossimo mese con ancora i vaccini da somministrare» puntualizza Tettoni. Ma il problema maggiore è un altro: «A oggi non sappiamo quante dosi dobbiamo dare ai nostri assistiti, e questo è molto grave. La campagna prevede che, per i bambini che non siano mai stati vaccinati con l’antinfluenzale negli anni precedenti, si debba fare un secondo richiamo ad un mese dalla prima inoculazione. Questo, però, non è ancora stato confermato da Regione Lombardia, quindi noi oggi non sappiamo dire alle famiglie se dovranno tornare dopo un mese oppure no. Nel Nord Europa dove questo sistema spray si usa da tempo – continua il pediatra – viene prescritta una sola dose, ma dal Pirellone non è ancora arrivata un’indicazione chiara». Per vaccinare rapidamente centinaia di bambini, i pediatri stanno organizzando turni extra di lavoro proprio e del personale che li assiste, «stiamo buttando via un sacco di tempo a fare e disfare le agende. Essendo minori necessitano di un accompagnatore, quindi serve organizzare gli spazi con maggior distanziamento, cadenzare gli appuntamenti e sanificare ad ogni nuovo ingresso. Senza contare che, se fosse confermata la necessità della seconda dose, per molti il richiamo cadrebbe a ridosso delle vacanze di Natale, nel momento in cui è prevista l’ondata influenzale». Per chiarire tutto ciò «il prima possibile», Simpef ha scritto a Fontana, senza che però, al momento, sia arrivata risposta. Simpef lamenta che i pediatri hanno ricevuto, da parte degli organi amministrativi sanitari della Regione, comunicazioni incomplete e a volte contraddittorie. Non è ad oggi nemmeno chiaro se i bambini sani in età 6-24 mesi - età considerata cruciale per l’ottimizzazione dei risultati di una campagna vaccinale - avranno possibilità di essere vaccinati. «Per fortuna - conclude Tettoni - ai piccoli con patologie e considerati soggetti fragili abbiamo già somministrato il vaccino iniettivo, o facendoci prestare dall’Ats le dosi spray necessarie per la loro salvaguardia. Per tutti gli altri, e stiamo parlando di migliaia di bambini, aspettiamo celermente una risposta chiara da Regione Lombardia». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvana Salvadori
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