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20.04.2019

Via Bonardi, la «moschea» si allarga?

La ex falegnameria di via fratelli Bonardi dove l’associazione Al Noor intende traslocare
La ex falegnameria di via fratelli Bonardi dove l’associazione Al Noor intende traslocare

Il Centro culturale islamico di via Fratelli Bonardi è alle strette. Oggi si trova al civico 9, ma lì lo spazio è poco. Così l’associazione pachistana Al Noor che gestisce i locali ha deciso di allargarsi. E di trovare un posto più confortevole e ampio per svolgere le proprie attività: dalla preghiera alle lezioni ai piccoli fedeli di Allah. Il posto giusto lo ha individuato a poca distanza dalla sede attuale, in fondo alla strada. Lì, ai civici 25 e 27, sorge una falegnameria che è già stata al centro dell’interesse di comunità immigrate. In particolare dei sikh. Era la fine del 2014 inizio 2015 quando gli indiani chiesero al comune di Brescia la disponibilità dell’ex falegnameria accanto al colorificio. Ma il Comune respinse la richiesta, motivandola dal punto di vista urbanistico. In sostanza: la richiesta non era compatibile con i parametri del Pgt. Ora sullo stesso immobile dismesso hanno messo gli occhi gli islamici di Al Noor, incuranti delle polemiche che in passato il loro attuale insediamento aveva suscitato. Acqua passata quella della cosiddetta moschea di via Bonardi, che sta funzionando al riparo dagli attacchi che a più riprese sono stati portati da destra e anche dalla allora Circoscrizione. Senonchè in Comune è arrivata la richiesta del trasloco a pochi isolati di distanza. NELLA PRATICA presentata da Al Noor c’è il cambiamento di destinazione uso a centro culturale e la richiesta di eseguire opere edilizie. In pratica adattare l’attuale struttura alle funzioni di accoglienza dei fedeli e allo svolgimento delle attività religiose. In comune però hanno detto di no. La pratica non ha avuto corso, anche nel caso degli islamici i dubbi sono di carattere urbanistico, di confomità al piano di governo del territorio. Ma ancora una vota la questione non è finita lì. Come già i sikh anche i pachistani si sono rivolti alla giustizia amministrativa, ricorrendo contro il diniego comunale. Toccherà ancora al giudice dire se il Comune ha ragione a non consentire il cambio d’uso e le opere edili all’ex falegnameria o no. L’avvocatura comunale la spuntò con gli indiani, che poi hanno rinunciato orientandosi verso un immobile in via Industriale, dove il Comune non ha avuto nulla da ridire. Ora bisognerà vedere se avrà ragione anche sul ricorso degli islamici. In pratica si sta rinnovando lo scontro che si era aperto dopo che Al Noor era arrivata in via fratelli Bonardi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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