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14.08.2020 Tags: Brescia

Via Lamarmora
attende ancora
i 600mila euro

Via Lamarmora attende la corsia riservata a quelli che sono considerati gli «utenti deboli» della stradaUn mazzo di fiori dove avvenne la tragedia due anni fa che costò la vita ad Annina e Mauro Uno dei passaggi pedonaliLa via è lunga 1 chilometroL’attraversamento pedonale nei pressi del quale morì Nadia Zangarini SERVIZIO FOTOLIVE/Fabrizio Cattina
Via Lamarmora attende la corsia riservata a quelli che sono considerati gli «utenti deboli» della stradaUn mazzo di fiori dove avvenne la tragedia due anni fa che costò la vita ad Annina e Mauro Uno dei passaggi pedonaliLa via è lunga 1 chilometroL’attraversamento pedonale nei pressi del quale morì Nadia Zangarini SERVIZIO FOTOLIVE/Fabrizio Cattina

Sono passati due anni dallo spaventoso incidente all’incrocio tra via Lamarmora e via Rodi. Una potente motocicletta prese in pieno Annina Breggia di 93 anni e Mauro Rossi di 66, uccidendoli praticamente sul colpo. Erano madre e figlio, ed stavano attraversando sulle strisce pedonali. È stato il più clamoroso e tragico, ma non l’unico, incidente grave avvenuto su quella strada. Che dire a scorrimento veloce non è solo offrire una classificazione viabilistica, è scattare la fotografia di quello che succede ogni giorno. NEI GIORNI successivi a quel drammatico Ferragosto del 2018, non solo si verificò a poche decine di metri di distanza un altro incidente mortale, ma si sviluppò un vivace dibattito sulla sicurezza di quel chilometro «rosso» circa che va da via Corsica a via della Volta, senza una sola curva. Un nastro a quattro corsie drittissimo. Si mosse il Consiglio di quartiere, si levò la voce di cittadini, parlò anche l’assessore alla Mobilità del Comune, Federico Manzoni, sollecitato da più parti. L’idea di fondo dell’amministrazione era quella che sta dietro ad ogni intervento viabilistico in città: costringere a moderare la velocità, modificando la fisionomia delle strade - recentissimo il percorso a «zig zag» realizzato con i parcheggi a raso in via Boifava. Doveva essere così anche in via Lamarmora, cominciando con la realizzazione di una pista ciclopedonale, che oltre a favorire i ciclisti avrebbe portato con sé un diverso e più sicuro assetto della carreggiata, un’operazione accompagnata da altri interventi. Al Comune ripensare in questi termini via Lamarmora dovrebbe costare 900mila euro circa. Per le risorse, la Loggia partecipò nella primavera del 2019 ad un bando del Ministero dell’Ambiente: sarebbero arrivati 600mila euro che la Loggia avrebbe poi rinforzato con 300 di tasca propria. In occasione del primo anniversario dell’incidente che costò la vita ai due non giovanissimi lamarmorini, l’esito di quel bando pubblico dedicato alla sicurezza stradale- spiegò allora Manzoni a Bresciaoggi - non si era ancora saputo. NEI MESI successivi via Lamarmora è stata nuovamente teatro di incidenti stradali, dovuti perlopiù alla velocità, ma, tranne un attraversamento con semaforo a chiamata a qualche metro dall’incrocio con via Rodi, già programmato, non si registrano altri interventi di rilievo. Tanto meno si è visto un inizio di cantiere della pista ciclopedonale. Non che il Comune abbia fatto retromarcia rispetto al progetto, è il finanziamento che ancora non c’è. «Non abbiamo ancora l’esito del bando ministeriale», fa sapere l’assessore Manzoni. Dunque, a due anni dalla morte di Annina e Mauro prosegue l’attesa dei 600mila euro necessari per aprire il cantiere del chilometro di pista ciclopedonale e dare più sicurezza ad un «nodo» sicuramente tra i più delicati della viabilità cittadina. DOVE INVECE in una mattina di settembre di quello stesso 2018 un’auto travolse e uccisa la 63enne Nadia Zangarini, è cioè subito dopo il sottopasso in direzione di via della Volta, lì l’attraversamento pedonale è stato semaforizzato. Un intervento che rientra, come l’isola pedonale realizzata in via Cipro, nel progetto comunale denominato Mobilità sicura. Tornando, infine, al crocevia con via Rodi, per rispondere ai problemi di visibilità causati dai cassonetti dell’immondizia e che erano stati denunciati da alcuni residenti della zona, è stato posizionato a centro strada uno specchio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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