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15.10.2019

Via Paganini, il consultorio traslocherà tra due anni

La facciata del consultorio di via Paganini, che traslocherà in via Milano
La facciata del consultorio di via Paganini, che traslocherà in via Milano

Il consultorio di via Paganini, frequentatissimo da tutta la popolazione della zona Ovest, traslocherà. La decisione è ormai presa, l’interlocuzione tra la direzione socio sanitaria dell’Asst Spedali Civili guidata da Anna Maria Indelicato, il Comune, e i Consigli di quartiere coinvolti è bene avviata e non dovrebbero esserci ostacoli. LA SEDE è stata individuata in uno dei due edifici che prenderanno il posto dell’immobile degradato e abbattuto al civico 140 di via Milano nell’ambito dell’operazione «Oltre la Strada» «Due sono i progetti che coinvolgono quell’area. Quello più avanzato, e già approvato, riguarda la zona dove c’era la pensilina e dove troverà posto un edificio dedicato alle attività dei giovani e alle start up - spiega l’assessore all’Urbanistica del Comune Michela Tiboni -. L’altro, retrostante, è quello destinato ad ospitare il nuovo consultorio e centro vaccinale (sarà in sostanza dato in locazione all’Asst, ndr.) è ancora in corso di progettazione». Tra gare e tempi di realizzazione, difficilmente questo secondo edificio sarà fruibile prima del 2021. La decisione di spostare il consultorio di via Paganini trova un po’ tutti d’accordo. «Si tratta di un edificio fatiscente e servono spazi nuovi e più ampi», conferma la delegata del sindaco alla Sanità. Donatella Albini. Già nel 2007 l’allora Asl aveva ipotizzato addirittura una chiusura, ma i residenti si erano mobilitati con un’ampia raccolta firme. Erano poi stati messi in campo alcuni adeguamenti strutturali per rendere fruibile la struttura, che comunque - se venisse mantenuta - necessiterebbe di un ulteriore ammodernamento «Siamo favorevoli allo spostamento del centro di via Paganini in un immobile migliore - conferma Simona Brognoli del CdQ Chiusure -. Abbiamo approfittato però dell’occasione per mettere in campo una proposta integrativa, un documento condiviso con tutti i Consigli della zona Ovest». Con una delibera di luglio infatti la giunta regionale, nell’ambito della riforma socio sanitaria, ha dato le prime indicazioni per il precorso di riordino e di riclassificazione dei Presst. Si tratta di presidi socio sanitari territoriali con competenze più ampie rispetto a quelle del tradizionale consultorio. Dall’infermiere di comunità, a servizi di medicina generale con particolare attenzione ai soggetti più fragili. Una via di mezzo, in sostanza, tra un ambulatorio specialistico e un ospedale di comunità. E ALLORA, si sono chiesti i CdQ, perché non trasformare anche il nuovo consultorio in un Presst? «Molti servizi sono stati riformati o centralizzati in via Duca degli Abruzzi, abbiamo dunque pensato - continua Simona Brognoli - che potesse essere questa l’occasione per riportarli in una zona popolata anche da molti anziani che hanno bisogno di servizi di prossimità». Una riflessione che è di recente stata avviata anche durante un incontro con Albini. «La priorità va al trasferimento del consultorio e del centro vaccinale - spiega -. Bisogna mettere in relazione quel che già c’è sul territorio e capire se nel progetto può essere inserito anche qualche altro servizio che risponda alle esigenze dei quartieri». Il confronto è appena iniziato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NA.DA.
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