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26.05.2019

«Vivibile, ma con
pochi servizi utili
agli anziani»

Silvia Massadi
Silvia Massadi

La terza tappa del viaggio firmato Bresciaoggi tra gli umori della gente di San Polo Cimabue ha avuto un grande pregio: smontare tutte quelle convinzioni popolari che negli anni hanno descritto il quartiere, a sud-est della città, come inquinato e pericoloso. Nulla di tutto ciò, anzi: chi lo vive quotidianamente afferma l’esatto contrario. «Mi sono trasferita qui da ragazza. Non ho mai avuto alcun problema e con il trascorrere del tempo è migliorato costantemente: è ben servito e davvero tranquillo», ha confermato Alida Palini durante la sua tradizionale passeggiata al mercato del sabato mattina in via Allegri.

 

DALLA METÀ degli anni ‘80, periodo storico della sua edificazione, ha subìto continue migliorie, grazie anche all’intervento di un gruppo di cittadini volenterosi. «Ho fatto molto per questo quartiere, fin dagli albori. Nel ‘93, insieme ad altri quattro attivisti, fondammo un comitato e ci occupammo di moltissimi interventi – ha raccontato Enzo Bertelli, residente della zona -. Fu proprio grazie a noi che vennero attivati molti servizi tra cui la Posta e la farmacia. Inoltre riuscimmo ad avere voce in capitolo anche sulla viabilità, suggerendo ed ottenendo la realizzazione di strade indispensabili ad evitare il traffico nei pressi delle villette a schiera». «Ora si sta davvero bene – ha aggiunto – e a differenza di quanto si possa credere, è un quartiere senza delinquenza, sicuro e non inquinato, dopotutto è una delle zone della città con innumerevoli spazi verdi, privati e pubblici». Ordine e pace che si rispecchiano nei tanti commenti dei residenti lasciati ieri al gazebo di «Bresciaoggi Street News». «È la mia casa da oltre 30 anni: non mi sono mai pentita della mia scelta. E non mi riferisco solo al quieto vivere del quartiere, ma anche ai miei vicini. Mi ritengo molto fortunata perché oggi è completamente diverso, i rapporti umani vengono meno, vige l’indifferenza, spesso i vicini neanche si conoscono e a malapena ci si saluta: noi invece ci aiutiamo l’un l’altro ed abbiamo rapporti idilliaci» ha affermato con grande soddisfazione Delia Richiedei. A confermare la positività dei residenti anche Fabio Basile, presidente del Consiglio di Quartiere di San Polo Cimabue: «Non ci sono mai grandi lamentele, più che altro sono richieste, la maggior parte delle quali riguardano la manutenzione di strade, marciapiedi e del verde pubblico – ha spiegato -. Noi del Cdq cerchiamo di essere vicini alla gente, il quartier invecchia e i giovani spesso scarseggiano, per questo stiamo cercando di avvicinare le nuove generazioni rendendole partecipi, per esempio, attraverso manifestazioni sportive». Ma sono in molti a farlo notare: «San Polo Cimabue è diverso da San Polo Parco e da San Polo Case: qui si vive meglio».

 

L’UNICA QUESTIONE ancora irrisolta è la Torre Tintoretto. «Abbandonata ormai da troppo tempo – ha ribadito Silvia Del Bufalo -. È divenuto indispensabile agire e con l’alta richiesta che c’è di appartamenti a basso costo, la soluzione è ben presto trovata». Una Torre che svetta egocentrica sovrastando l’intera area. «Credo che una sua ristrutturazione sia l’unica alternativa: è una costruzione abbastanza recente e quindi antisismica. Una delle accortezze da tenere bene a mente in futuro è di assegnare gli appartamenti con un criterio diverso da quello adottato in passato, evitando così di accentuare le difficoltà di chi l’andrà a vivere», è stato il consiglio del signor Domenico prima di affrontare un tema un po’ «spinoso». «Tra tutte le zone di Brescia quella di San Polo, intesa nella sua interezza, è una delle zone più vivibili, nonostante la presenza di un gigante dell’industria bresciana: l’Alfa Acciai. Una realtà antecedente alla costruzione del quartiere che avrà dato sicuramente dei problemi ma che ha cercato di rimediare con ingenti investimenti verso la sostenibilità». E dopo San Polo Cimabue e San Polo Case, ad essere analizzato anche San Polo Parco ed il suo punto debole: il Margherita d’Este, primo centro commerciale della città, oggi quasi del tutto abbandonato. «È un dispiacere vedere quel centro quasi totalmente vuoto, lo hanno lasciato morire ma speriamo trovino presto una soluzione», è stato l’augurio di Silvia Massadi.

 

POLEMICA affrontata in maniera più esasperata da Valeria Guarienti: «Non c’è più un supermercato, non c’è una farmacia: mia madre è anziana e devo accompagnarla a fare la spesa fuori dalla zona. Ora ho saputo che apriranno un negozio vegano, ma gli abitanti del quartiere hanno bisogno di altro: di un alimentari, di un fruttivendolo, di una farmacia, non di queste mode del momento. È un quartiere che invecchia ed è indispensabile offrire loro questi servizi, che siano più comodi possibili. La mia sensazione è quella di esser stati abbandonati», ha dichiarato Guarienti. A dar fastidio, a qualche residente, anche la «presenza di extracomunitari irrispettosi». A denunciarlo è la signora Gabriella, residente a San Polo Cimabue, «più volte insultata da stranieri, parcheggiatori abusivi, e da donne di credo musulmano perché non coperta come loro». C’è, invece, chi è costretta spesso ad «usare» il quartiere come «seconda casa» disturbata dai «rumori molesti di un’impresa, nei pressi, del parco delle Cave» che, dichiara Piera Giacomelli, si occuperebbe di «attività illecite, condotte di notte e molto rumorose».

MAR.GIAN.
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