CHIUDI
CHIUDI

16.05.2019

«Vogliamo portare
in Australia la corsa
più bella del mondo»

Andrew Lawson, la moglie Linda e il fratello Paul ieri in piazza della Vittoria a poche ore dal via della gara
Andrew Lawson, la moglie Linda e il fratello Paul ieri in piazza della Vittoria a poche ore dal via della gara

Già, lo stadio..., il nuovo Rigamonti. Un sogno, realizzarlo. La famiglia Lawson è qui per questo. Per convincere la città, l’amministrazione, anche Cellino. Ma non è l’unico sogno. Ce n’è un altro. Forse più grande, sicuramente più radicato nel sentimento di questa famiglia di Melbourne. La Mille Miglia. «Il nostro sogno è portare il marchio della Freccia Rossa in Australia». Per questo obiettivo hanno già preso contatti con la società che gestisce il marchio. Per trasformare il sogno in realtà. I Lawson non hanno scoperto Brescia con lo stadio, l’hanno scoperta con la Mille Miglia. «Ci siamo venuti sette volte», dice Paul. Prima per ammirarla poi per correrla con le Alfa Romeo 1500 6C del 1928 e 1750 SS 6C Zagato del 1929. Quest’anno che c’è lo stadio di mezzo, è uno di quelli solo per ammirare. Ma ci saranno occasioni per tornare al volante «a prescindere da come finirà la vicenda del Rigamonti». Il rapporto con Brescia è più forte, non dipende da un impianto sportivo. Va bene il football, vanno bene gli affari, ma i motori sembrano in testa a tutto per i Lawson. E non tutti i motori: «Le auto italiane». Non a caso ieri in piazza Vittoria con John Caniglia, segretario della Camera di commercio Italo-australiana stazionano soprattutto allo stand dell’Alfa Romeo. Se il legame con l’Italia Caniglia lo ha nel nome, quello dei Lawson è in questa passione per le macchine italiane, le Alfa Romeo, le Lancia, le Ferrari. «Tutto cominciò con mio nonno, anche se a lui piacevano soprattutto le motociclette. Era un pilota. In casa nostra le auto d’epoca entrarono con mio padre, John Bernardo, la prima fu una Lancia. Arrivò ad importarne dall’Europa dieci. Conservò per sè le più belle. Partecipò col numero 19 alla Mille Miglia del 1989 su una Alfa Romeo Zagato del 1928».

 

FORSE ALLORA IL Rigamonti era ancora uno stadio decente. Tutt’al più i tifosi si lamentavano che gli spalti erano distanti dal gioco. Sognavano gli stadi inglesi dove vedi le smorfie, le gocce di sudore. Mai avrebbero pensato che uno stadio futuro sarebbe potuto essere... australiano. Football e motori, senza queste passioni cosa legherebbe i Lawson all’Italia? Le origini dell’amico John? Anche, ma non solo. C’è il sangue, quello di Linda, la moglie di Andrew, il numero uno di Centrum Stadia, la società che vuole realizzare lo stadio. «I miei genitori sono emigrati dal Veneto e da Foggia. Io ho il passaporto italiano, e ce l’hanno i nostri due figli». Anche lei felice di essere di nuovo a Brescia: «Ci torneremo sempre, in questa città». I Lawson hanno già portato a Melbourne un marchio storico dell’automobilismo italiano, la siciliana Targa-Florio. «La replichiamo ogni anno nello stato di Victoria, quattro giorni fantastici che finiscono con la festa della comunità italiana» che sta soprattutto nel quartiere di Carlton. Melbourne sarà la Brescia della Mille Miglia australiana? Collins street come via Rebuffone? Vabbè, Adelaide o Sydney e ritorno sono più di 1000 miglia. Ma non sarà un problema.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1