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06.04.2020 Tags: Brescia

Volpi, cervi e uccelli protetti La Val Palot come l’arca di Noè

Il fusone rimasto incastrato in un cancello è stato salvato dai Vigili del fuoco di Sale MarasinoUn cervo al pascolo in un’area urbanizzata della Val PalotUna volpe sonnecchia senza paura sulla strada di Pisogne Dalle finestre i bambini danno da mangiare al pettirosso
Il fusone rimasto incastrato in un cancello è stato salvato dai Vigili del fuoco di Sale MarasinoUn cervo al pascolo in un’area urbanizzata della Val PalotUna volpe sonnecchia senza paura sulla strada di Pisogne Dalle finestre i bambini danno da mangiare al pettirosso

Alessandro Romele Una volpe sonnecchia al sole sulla strada. Sembra uscita da un’illustrazione del «Piccolo Principe». Un giovane esemplare di cervo spunta dalla macchia e perlustra un ponte a poche decine di metri dalle abitazioni. E ancora i pettirossi imboccati dai bambini sulla soglia di casa e il canto del gallo cedrone che da queste parti sembrava estinto. SUGGESTIVE «CARTOLINE» della fauna selvatica ai tempi del coronavirus che ha desertificato il territorio costringendo l’uomo all’autoisolamento, lasciando spazio agli animali selvatici. Sta accadendo sul Garda, ma anche in Val Palot un’area già poco abitata. Certo qualcuno coglie nella rivincita della natura, aspetti inquietanti, forse suggestionato dal plot del film «L’esercito delle 12 scimmie», girato dal Monthy Phyton Terry Gillian nel 1995, con protagonista un Bruce Willis da urlo. Anche in quel caso, un potente virus aveva messo in ginocchio la terra, e costretto gli uomini a rifugiarsi sottoterra, salendo in superficie solamente per cercare cibo. Durante una sortita il protagonista si imbatte in rinoceronti, elefanti, orsi, che – vista la mancanza di esseri umani - hanno preso possesso della città. Fiction, ovviamente. La realtà della Val Palot suscita solo poesia e stupore anche in chi come Beppe Quetti, guardia boschiva in servizio anche in questi giorni, l’entroterra montano di Pisogne è il suo habitat naturale. Emblematica l’immagine della volpe se ne sta stesa beatamente al tepore primaverile, nel bel mezzo della strada – sgombera da veicoli – che conduce in Val Palot. Altri scatti mostrano il momento in cui si alza e va incontro all’obiettivo di Quetti, incuriosita. In un’altra fotografia, un cervo – o meglio, un fusone, esemplare di due anni, con due corna che presto verranno sostituite da veri e propri palchi - pascola tranquillo negli spazi verdi della zona industriale del paese, indisturbato. «Si tratta di avvistamenti rarissimi – ammette Quetti –. La volpe, animale furbo e veloce, diffida dell’uomo ed è dotata di un udito e di un olfatto straordinari. Appena sente un rumore ed avverte il pericolo scappa. Stesso discorso per il cervo: trovarlo in pianura poi, pergiunta in una zona con alto tasso di inquinamento acustico, è praticamente impossibile». Un esempio di come gli animali, se non vengono disturbati, percepiscono la tranquillità dell’ambiente che li circonda e si adattano al contesto. «NEI GIORNI SCORSI, durante un pattugliamento in quota – continua la guardia boschiva Quetti – ho udito il canto del gallo cedrone. Erano almeno 15 anni che non lo sentivo più. Ho trovato tracce di una lepre sulla neve, ed anche questo è abbastanza raro. Insomma, sembra quasi che anche questi animali del bosco ci vogliano far capire di stare a casa, in modo che finalmente possano godersi il loro territorio in pace». Ma l’avanzata della fauna selvatica verso i luoghi abitati rappresenta anche un pericolo per gli animali. L’altra mattina i Vigili del fuoco di Sale Marasino sono dovuti intervenire a Nigole di Corte Franca per liberare un giovane cervo rimasto incastrato nellospuntone di un cancello che stava scavalcando. L’animale medicato dal personale dell’Ats è stato poi liberato dalla Polizia provinciale. •

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