07 dicembre 2019

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12.08.2019

Fausto, una vita
tra natura e aiuto
al prossimo

Dante «Fausto» era impegnato in molti progetti a sfondo sociale
Dante «Fausto» era impegnato in molti progetti a sfondo sociale

«Dante chi?». In Franciacorta la vittima dell’incidente in montagna avvenuto in Valcamonica era per tutti Fausto, l’alpinista dal cuore d'oro che viveva in modo francescano rispettando la natura e aiutando il prossimo. Ecco perchè la sua morte è stato un shock non solo per la comunità di Corte Franca, ma per tutto il territorio. Con la moglie Angiolina aveva condiviso tutte le sue scelte votate alla solidarietà e al sociale, che riusciva ad intrecciare con la sua grande passione per la montagna. Fausto Steffanoni era un alpinista e rocciatore esperto, che metteva il suo bagaglio di conoscenza al servizio dei ragazzi in difficoltà per utilizzare le escursioni come forma di terapia contro il disagio. Avrebbe compiuto 66 anni il 16 settembre, ma a dispetto della carta di identità, aveva l'energia di un ragazzino.


ATTIVO DA SEMPRE nel Cai di Provaglio di Iseo, aveva ricoperto l’incarico di presidente della sezione per nove anni. «Amante della montagna, ha sempre generosamente messo a disposizione la sua esperienza e il suo tempo per avvicinare le persone a questa passione. Ti vogliamo ricordare così, felice tra le tue montagne», hanno postato su Facebook gli amici escursionisti. Fausto è una di quelle persone che della sua vita ne ha fatta una vera impresa, dedicando la maggior parte del suo tempo agli altri, facendo volontariato con le persone, e profondamente legato alla natura di cui ne insegnava il pieno rispetto. Tra i fondatori del gruppo «In circolo» nato dopo il femminicidio di Simona Simonini, la giovane di Provaglio uccisa di botte dal compagno, era il punto di riferimento dell’evento «L'amore non lascia il segno», promosso per prevenire la violenza di genere. Fausto Steffanoni aveva inoltre preso parte alla creazione del progetto di co-working olistico Absolum di Iseo. Per lungo tempo aveva lavorato all’Isparo, occupandosi del settore della manutenzione del verde sotto l’egida della Cascina Clarabella. Aveva fatto parte anche del Consiglio di amministrazione della cooperativa di Iseo che si occupa di promuovere percorsi di cura ed assistenza alle persone con disagio psichico.


IN PENSIONE da circa 6 anni, non mancava comunque di collaborare. «Era diverso da tante persone - ha commentato un ex collega -, non faceva differenze, era sempre disponibile con tutti. Molto sensibile con i ragazzi, e persona sempre attiva e presente in tutto. Era convinto che si potesse costruire un mondo migliore prendendosi cura dell’ambiente, delle persone in difficoltà e dei migranti». Tra i suoi hobby c’era l’apicoltura: al passo del Mortirolo aveva allestito un’area per le arnie. La data dei funerali non è stata ancora fissata. Nelle prossime ore la salma rientrerà nell’abitazione di Corte Franca, dove sarà allestita la camera ardente.


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Simona Duci
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