GARGNANO

A due anni dal varo la ciclabile è al capolinea

Da sempre minacciato dai massi l'itinerario con vista sul Garda costat o 1,2 milioni è dall'altro ieri ufficialmente chiuso al transito
Addio a escursioni in mountain bike e biciclette sulla suggestiva ciclabile a strapiombo sul lago di Garda
Addio a escursioni in mountain bike e biciclette sulla suggestiva ciclabile a strapiombo sul lago di Garda
Addio a escursioni in mountain bike e biciclette sulla suggestiva ciclabile a strapiombo sul lago di Garda
Addio a escursioni in mountain bike e biciclette sulla suggestiva ciclabile a strapiombo sul lago di Garda

Quello dei Dossi a Gargnano è uno dei tratti di piste ciclabile più spettacolari d'Europa. Peccato dal 24 luglio 2013, giorno del taglio del nastro, i 1.500 metri di itinerario affacciati a strapiombo sul lago non sono agibili. In verità, fino all'altro ieri escursionisti e cicloturisti hanno continuato a bearsi delle viste mozzafiato dell'attraversamento nonostante le due sbarre di ferro posizionate nel lontano 1972 per impedire il transito alle auto sul tratto di strada in ostaggio del rischio caduta massi. Le barriere erano state alzate giusto il tempo per consentire l'ingresso alle auto delle autorità intervenute all'inaugurazione ma poi era tornato tutto come prima, lasciando i biker e turisti con l'amletico dubbio: la pista ciclabile è transitabile? Ad aumentare le perplessità, anche un cartello posizionato proprio all'inizio della ciclabile che autorizzava il transito a pedoni e ciclisti nonostante, appunto, le sbarre fossero rimaste sempre abbassate. Ora però il giallo è stato risolto con il posizionamento di un nuovo cartello stradale che sostituisce il precedente sgomberando il campo da dubbi e interpretazioni: divieto di transito, oltre alle auto, anche a bici e pedoni. In pratica è stato formalizzato quello che da sempre si sapeva. Da quelle parti piovono massi ed è pericoloso passare, anche a piedi e in mountain bike. LA CICLABILE da 1,2 milioni di euro resterà insomma una cattedrale nel deserto. La conferma arriva anche dal Comune: «All'epoca, ancora prima d'iniziare i lavori dell'itinerario protetto - afferma il sindaco di Gargnano Giovanni Albini - avevamo fatto presente le nostre perplessità, ma ci era stato garantito che le opere di messa in sicurezza sarebbero state risolutive; alla resa dei conti non si è rivelato tale». Tutta la zona del resto è a rischio caduta massi: anche via Panoramica, la strada che prosegue proprio sopra la ciclabile e la galleria della Gardesana per congiungersi con la Provinciale che conduce a Tignale, è chiusa al transito da una dozzina d'anni. Per farla tornare agibile - stimano dal municipio - ci vorranno almeno 2,5 milioni di euro. Troppo, anche per riconquistare 1.500 metri con vista sul Paradiso.o

Luciano Scarpetta