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22.05.2019

Addio canneti entro vent’anni Nel basso Garda è già allarme

Il canneto lungo la passeggiata di Padenghe: l’estensione nel 2009Lo stesso canneto nel 2017: la superficie è visibilmente più  piccola
Il canneto lungo la passeggiata di Padenghe: l’estensione nel 2009Lo stesso canneto nel 2017: la superficie è visibilmente più piccola

È scomparso in soli dieci anni un terzo dei canneti del basso Garda, tra San Felice a Sirmione, con un punte drammatiche a Desenzano dove le superfici perdute sono quasi la metà. È questo il responso del dettagliato report del Movimento 5 Stelle basso Garda, che in 180 pagine corredate da numeri e fotografie «prima e dopo», documenta con spaventosa evidenza il grave depauperamento ambientale. I canneti, o ricordiamo, dovrebbero essere tutti protetti per legge, essendo un elemento fondamentale per la vita della fauna acquatica. «Il tratto di costa preso in considerazione - spiega Andrea Spiller, capogruppo dei 5 Stelle nel Consiglio comunale di Desenzano - va dalla Baia del Vento a San Felice fino al confine di Sirmione con Peschiera e conta complessivamente 81 aree a canneto per un totale, al 2018, di 123.985 metri quadrati». Tutti i canneti attualmente esistenti erano presenti anche nel 2009, ma non tutti i canneti rilevati nel 2009 sono ancora oggi presenti. La loro estensione complessiva è diminuita tra il 2009 e il 2018 di 66.296 metri quadrati, passando dai 190.281 mq di quell’anno ai 123,985 mq attuali, pari a una riduzione del 34,84% sul totale. Ma c’è di peggio. Se da Salò a Manerba c’è stata una perdita del 13,08% delle superfici a canneto, tra Manerba e Desenzano si raggiunge un meno 43,94%, tra Desenzano e il lato ovest di Sirmione si è perso invece il 45,20% dei canneti. Un dato preoccupante, perchè questa è l’area strategica per questo tipo di habitat: tra Desenzano 29.494 mq) e Sirmione (79.670 mq) si trova oltre l’88% del totale di canneti residui. Grave il fatto che proprio qui la rarefazione sia così drastica Le cause: inquinamento, antropizzazione, la cementificazione che ha snaturato le coste, in alcuni casi anche interventi dolosi. Ma Che fare? «Con questo trend, le aree a canneto potrebbero sparire totalmente entro i prossimi 20 anni dalle coste del nostro lago. Negli anni - è la risposta - si sono susseguite diverse iniziative, progetti e attività in difesa dei canneti, ma in modo isolato, senza coordinamento, visione, supporto logistico ed economico. Ora non c’è più tempo da perdere». •

Alessandro Gatta
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