Agenzie e tour operator allo stremo delle forze: «Rischiamo di sparire»

Turismo: agenzie e tour operator muovevano fino al 70% dei flussi
Turismo: agenzie e tour operator muovevano fino al 70% dei flussi

In tutta la provincia di Brescia circa il 60% delle agenzie di viaggio – 150 su 247 – ha già chiuso i battenti nel 2020: sul Garda, entro il 2022, ne potrebbero rimanere soltanto due o tre delle 30 ad oggi ancora aperte. Parola di Eliseo Capretti, titolare della Ocean Viaggi – aperta dal 1976, oggi gestisce 9 agenzie di cui 8 nel Bresciano, con una trentina di dipendenti – e membro del Consiglio nazionale di Fiavet: «La nostra non è più solo una richiesta d’aiuto, ma un vero urlo - ha detto – e lo abbiamo scritto nero su bianco nella lettera inviata in queste settimane a politici, sindaci, sindacati, organizzazioni di categoria, Provincia e Regione. Nell’epoca pre-Covid Ocean Viaggi aveva un giro d’affari da 10 milioni di euro: lo scorso anno siamo crollati a 1 milione e mezzo». Nel 2021 le premesse non sono delle migliori: «Le agenzie di viaggio – sostiene Capretti – movimentano il 70% dei flussi turistici: spostiamo gente in Italia e dall’estero. Ma in questo momento non esiste più il viaggio per vacanza, c’è solo quello per lavoro o necessità: sappiamo già che sarà durissima, perché nel 2020 c’è stato un crollo dell’80% dei voli aerei, e la previsione di quest’anno è già di un 60% di voli e un 50% di viaggiatori in meno rispetto al 2019». LE PROPOSTE operative: «Ai turisti diciamo di stare attenti ai furbi: è necessario un censimento delle agenzie per sapere quali hanno ancora la licenza e quali hanno rinnovato le polizze a tutela dei clienti». Quelle organizzative: «Se il turista cerca sicurezza, dobbiamo essere in grado di organizzare un corridoio con passaporto sanitario, tampone o vaccino, come già all’estero». Ma con la Brexit c’è l’inedito problema dei turisti britannici che sul Garda sono il 6,1%: «Per viaggiare in Italia ora hanno bisogno del passaporto – aggiunge Fausto Baldin di Fiavet Verona – ma non tutti ce l’hanno, o lo faranno. Per questo serve un accordo tra governi, come già fatto in Spagna». Capitolo Thomas Cook, la multinazionale delle vacanze fallita nel 2019: è stata acquisita da un’azienda cinese, ma non ha rimborsato utenti e aziende (solo sul Garda un ammanco da 20 milioni).

A.GAT.