Alpe del Garda ritorna al futuro

I prodotti di Alpe del Garda: una grande ricchezza per il territorio
I prodotti di Alpe del Garda: una grande ricchezza per il territorio

Per la prima volta in quarant’anni di vita del Caseificio Alpe del Garda di Tremosine, all’annuale assemblea di bilancio, la testa era rivolta più alle prospettive che all’anno concluso sei mesi fa con utile di oltre 83 mila euro. Come spiega il direttore Fabio Vicentini, l’emergenza pandemica di questo 2020 si è fatta sentire sui conti del caseificio, a causa di una generale contrazione dei consumi legata in particolare al calo di presenze turistiche, in una stagione iniziata in ritardo e partita in sordina su tutto il lago di Garda. «Nei tre mesi di lockdown abbiamo perso quasi un milione di fatturato sottolinea Vicentini -. Il mancato arrivo dei turisti dall’inizio della stagione è stato un fattore determinante per l’indotto». Ma l’azienda è più che solida, ha in corso investimenti importanti e guarda avanti. Innanzitutto il completamento della nuova ala del Caseificio sociale (un nuovo fabbricato con una superficie di 930 metri quadrati suddivisi su due piani peraltro già funzionante con la produzione delle prime 180 forme di Grana Padano «made in alto Garda», che consentirà di ampliare la produzione casearia e di ottimizzare il surplus di produzione di latte degli allevatori (un’ottantina di soci). Poi la ristrutturazione del «vecchio» caseificio e non ultimo il nuovo collegamento sotterraneo tra la produzione e il magazzino. Programmi che hanno comportato al Caseificio sociale del presidente Livio Leonesio un investimento superiore ai 5 milioni di euro, sostenuto anche con il pagamento ai soci di un centesimo in meno al litro di latte conferito. Stiamo parlando di 60 mila quintali di latte trasformato per produrre 350 mila formagelle e circa 7.500 forme di Garda. Basi solide per guardare avanti. •

L.SCA.

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