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13.07.2020

Anguille del Garda e Pcb: è il decimo anno di divieto Ora è rischio-scomparsa

Un’anguilla nel Garda: scatta il decimo anno di divieto di pesca
Un’anguilla nel Garda: scatta il decimo anno di divieto di pesca

Anche in questa stagione, per la decima volta dall’ormai lontano primo divieto introdotto il 22 giugno 2011, è confermato lo stop alla pesca delle anguille del Garda. UN DECENNIO di divieti, e nulla purtroppo è cambiato. all’epoca vennero rilevate tracce di contaminanti tossico-nocivi e cancerogeni in una percentuale di quasi la metà dei campioni esaminati, in particolare il Pcb, policlorobifenili e altre sostanze diossinosimili, ancora presenti nelle anguille analizzate quest’anno. Chissà se tra dodici mesi il divieto potrà essere eliminato: nella relazione pubblicata a fine 2016 al termine di un monitoraggio commissionato da Regione Lombardia, Veneto e provincia di Trento in accordo con il ministero della salute e gli istituti zooprofilattici sperimentali, si proponeva di mantenere il divieto in vigore per i successivi cinque anni, in considerazione dei lunghi tempi di persistenza delle sostanze tossiche nelle anguille». Questo sarebbe dunque l’ultimo di quei cinque anni, anche se nulla si può dare per scontato. Anzi. Sotto accusa il Pcb, sostanza che dal 1983 non viene più prodotta né utilizzata, ma che in precedenza era finita sui fondali del lago fino a contaminare questa specie ittica che a differenza degli altri pesci vive costantemente sotto il limo del fondo. Il paradosso è che nelle terre di fondale, le concentrazioni di Pcb sono irrisorie. Ma nei tessuti delle anguille superano i limiti per il consumo alimentare. LE ANALISI effettuate su 90 campioni di anguille adulte prelevati a Peschiera avevano evidenziato la contaminazione di quasi la metà degli esemplari: solo 48 erano all’epoca risultati infatti conformi e con valori misurati di Pcb inferiori al livello massimo tollerabile per il consumo. Per gli altri 42 esemplari «fuori norma», ben 18 avevano mostrato valori superiori ai limiti massimi. Si potrà tornare ancora a pescare e mangiare le anguille del lago di Garda? Secondo l’ambientalista bresciano Marino Ruzzenenti, c’è il fondato timore che la pesca dell’anguilla sarà vietata ancora per molto se non per sempre: «Le sostanze depositate sui fondali da decenni probabilmente a causa dell’utilizzo industriale di centrali e fabbriche a monte del lago - spiega -, non sono biodegradabili». Tutto questo porterà probabilmente all’estinzione dell’anguilla nel Garda: a causa di dighe e sbarramenti, la specie non può più infatti riprodursi in modo naturale, con la migrazione al mare e il ritorno al lago. Le anguille nel Benaco venivano dunque immesse dall’uomo, principalmente ai fini della pesca. Ma con il lungo divieto di pesca, anche le immissioni sono state sospese e la specie, di questo passo, scomparirà dal più grande lago italiano.

L.SCA.
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