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18.04.2019

Piano emergenze: il primo «nemico» è il rischio sismico

Che fare in caso di calamità, terremoti, esplosioni o altre sciagure? È tutto scritto nel Piano delle emergenze, approvato a Bedizzole, nell’ultima seduta del Consiglio comunale e firmato dall’architetto Flavio Alberici, che oltre ad essere l’estensore del Piano è un volontario di protezione civile. Come spiegato in aula dal sindaco Giovanni Cottini, questo documento aggiorna il precedente piano, datato 2007 e superato dalle nuove normative: si è dovuto aggiornare l’approccio alla prevenzione e alle cose da fare in caso di necessità. IL RISCHIO principale per Bedizzole rimane quello sismico, così come per tutti i Comuni dell’area del Garda bresciano che è classificata «zona 2» come profilo di rischio, solo un punto in meno dell’area di Amatrice: l’eventualità di un terremoto, per quanto astratta, nel peggior scenario ipotizzabile non deve cogliere impreparata la comunità, ed è per questo che il tema viene approfondito nel Piano comunale delle emergenze. Ma il documento, che spiega chi deve fare cosa a seconda dell’evento, si occupa anche di incendi, di rischi collegati ai ponti, dell’individuazione delle aree di ricovero, di ammassamento dei soccorritori, di atterraggio per elicotteri. Alberici ricorda che il piano si attua non solo in caso di gravi calamità, ma anche quando, per esempio, scoppia una bombola del gas e bisogna evacuare una palazzina. Evacuazione che Bedizzole conosce, proprio per le bizze del fiume Chiese, la cui ultima piena costrinse recentemente alcune famiglie in località Pontenove ad abbandonare le proprie case. NEL DIBATTITO, la consigliera Daniela Armanini ha chiesto di sapere cosa preveda il piano in caso di incendi alla discarica Green Up, ma l’estensore ha detto che quel sito ha una gestione autonoma di eventuali problemi. Nessuna autostrada, nessuna ferrovia, nessun grande evento e nemmeno industrie pericolose (tranne forse una) gravano sul territorio Bedizzole, ma la prevenzione rimane fondamentale. Il gruppo di protezione civile farà incontri nelle scuole e non è escluso che in futuro faccia simulazioni insieme ai Vigili del fuoco. «Il piano andava fatto- ha concluso il sindaco- e sono contento che si sia costituito un gruppo di volontari di protezione civile che mi auguro possa crescere nel tempo». •

Nicola Aberti
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