Campione del Garda merita un’altra chance

Se non fosse un paese con una storia e un’anima, se non fosse un patrimonio da non sprecare definitivamente, quasi quasi Campione del Garda si potrebbe lasciare com’è, mezzo costruito e mezzo demolito, spettralmente incompiuto: come monito, come un colossale monumento agli errori, agli eccessi di ambizione, alla carenza di pensiero che poi presenta il conto. Un monumento ai fallimenti. L’antico villaggio operaio, nei primi e ruggenti anni 2 mila, vollero trasformarlo nella Montecarlo del Garda, con un investimento di 200 milioni di euro. Giù le architetture storiche e su le case nuove da vendere a peso d’oro. Poi la crisi immobiliare, poi la frana che dalla falesia piomba sul paese, poi la scoperta che là sotto non si poteva costruire, che era un abuso edilizio, sequestri, processi, la bancarotta dei costruttori, la fine. Ora si parla di ripartire, di ricostruire. Giusto. Ma stavolta con un po’ di testa.