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28.09.2020

«Cara Gargnano» conquista l’Oscar del gelato

Andrea Florioli protagonista dell’Oscar internazionale del gelato
Andrea Florioli protagonista dell’Oscar internazionale del gelato

Non poteva che finire così: capperi e limoni, i prodotti «mediterranei» del Garda, hanno stregato la giuria del premio Francesco Procopio Cutò. Gli Oscar del gelato internazionale sono stati assegnati nel fine settimana al Sherbet di Catania. Andrea Florioli di Gargnano della gelateria Ciocolat di Toscolano si è classificato al secondo posto del più prestigioso riconoscimento al mondo sul gelato artigianale. Format del gusto sottozero dedicato al gelatiere francese di origini palermitane che nel secolo scorso rese celebri Oltralpe le sue specialità ai fiori di anice e cannella, esportando il tradizionale gelato siciliano. Andrea Florioli era stato in precedenza selezionato tra 650 candidature di varie nazionalità, da una commissione composta dai maestri gelatieri Antonio Cappadonia, Giovanna Musumeci, Arnaldo Conforto e Rubén Pili. Rivaleggiava a colpi di creme varie e assortite con colleghi provenienti da ogni latitudine, dal Brasile, dal Giappone, passando da Messico, Albania, Germania, Polonia, Bulgaria e Francia, oltre naturalmente l’Italia che ha fatto da padrona con 38 gelaterie fra le 50 in concorso. Ma quello che regala più soddisfazione ad Andrea Florioli è la menzione speciale del «Premio innovazione» conferita «per aver saputo rendere in pieno con il suo Cara Gargnano, il senso protagonista del premio». Del resto il segreto di un buon gelato artigianale è l’eccellenza delle materie prime. «In questo caso per creare un gusto innovativo sono andato sui sapori cardine della mia zona: oltre il cioccolato bianco ci sono i capperi sotto sale, forniti dall’azienda agricola biologica di Valerio Giacomini di Gargnano e la scorza dei limoni provenienti dalla limonaia del brolo della famiglia Feltrinelli». Nelle passate edizioni i gelatieri selezionati si trasferivano per la sfida del gusto a Catania ma quest’anno si è fatto di necessità virtù. «Il concorso è iniziato in estate con gli assaggi nei negozi, poi abbiamo spedito via aerea con il corriere il gelato creato in un contenitore di ghiaccio secco capace di mantenere la temperatura ideale tra i -30 e i -40 gradi per un paio di giorni». Sabato mattina si è svolto il rito degli assaggi a busta chiusa. «Non era facile partecipare con un gelato che non contiene emulsioni aggiuntive – ammette Andrea -: semplice, ma difficile da stare in vetrina dove bisogna coniugare la morbidezza il gusto e lo “spatolabile”. Io e mia moglie Carmela abbiamo rischiato, ma è andata bene». Dopo aver incassato ad inizio anno per la quarta stagione consecutiva il prestigioso riconoscimento dei Due coni del Gambero Rosso adesso anche questo nuovo riconoscimento. In un anno così, non è davvero male. •

L.SCA.
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