Catullo e Laini, cambia tutto «Non vogliamo più demolirle»

Le scuole medie Catullo: il Comune fa un passo indietro e cambia idea sul proposito di demolire l’edificio
Le scuole medie Catullo: il Comune fa un passo indietro e cambia idea sul proposito di demolire l’edificio

C’è quasi un colpo di scena nella vicenda della nuova scuola media di Desenzano. Con la realizzazione del nuovo plesso, previsto dall’Amministrazione nell’area alberata tra via Michelangelo e via Dugazze, non è detto che le «vecchie» medie Catullo debbano per forza essere demolite, anzi potrebbero essere «riadattate a nuovi scopi». E ancora: le elementari Laini non saranno vendute, ma si provvederà alla loro ristrutturazione, magari partecipando a un bando. Lo spiega il sindaco Guido Malinverno, che a distanza risponde così alle sollecitazioni delle minoranze, che chiedevano lumi sul piano per l’edilizia scolastica. Così potrebbe cambiare il quadro della situazione (si era parlato di demolizione e ricostruzione delle vecchie Catullo per ospitare le Laini, il cui edificio sarebbe stato invece venduto). Non cambia però l’intenzione del Comune di costruire le nuove medie vicino al Parco del laghetto nonostante l’aumento dei costi, da 7 a 10,8 milioni. «Inizialmente l’idea era questa - ammette il sindaco Malinverno - ovvero vendere l’area delle Laini ai privati, che in cambio avrebbero realizzato una nuova scuola primaria al posto delle Catullo, a costo zero per il Comune. Ma dopo attente valutazioni abbiamo pensato che le Catullo, una volta svuotate, potrebbero essere riutilizzate per altri scopi pubblici. Così facendo le Laini potrebbero essere rimesse a norma dal punto di vista sismico, partecipando a un bando». Sul futuro delle Catullo ci sarebbe già qualche ipotesi, ma Malinverno non si sbottona: «Ci stiamo ragionando con la Provincia, ma potrebbero diventare spazi accessori a disposizione anche delle altre scuole presenti». A fianco delle Catullo, ricordiamo, c’è l’alberghiero (di competenza provinciale): dall’altra parte della strada ci sono le Laini e il Bazoli-Polo (anche questo gestito dalla Provincia). Chi vivrà, vedrà. Intanto l’iter per la nuova scuola prosegue, mentre le minoranze continuano a contestare la localizzazione, come il comitato «Più verde» che ha raccolto 1.500 firme. «Io di firme non ne ho viste, ma le aspetto - è la chiosa di Malinverno-. Faremo sentire anche la nostra opinione. Prima di tutto viene la sicurezza dei nostri studenti». •.

Alessandro Gatta

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