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06.08.2020

Depuratore, le mamme rimangono in trincea

Si allarga il fronte contrario ai depuratori di Gavardo e Montichiari
Si allarga il fronte contrario ai depuratori di Gavardo e Montichiari

Il verdetto del ministero dell’Ambiente è slittato di un mese, ma il dibattito sul depuratore del Garda resta rovente. NEL MIRINO SONO finite le critiche dell’Ats Garda Ambiente, associazione temporanea di scopo chiamata a gestire la partita del collettore, e della Comunità del Garda sul rinvio del Tavolo tecnico. «Lo slittamento ha scatenato la levata di scudi di chi con troppa fretta si apprestava a concludere un’operazione che, come ribadito in ogni sede dai comitati e dalle associazioni che si oppongono, non tutela il lago e devasta il bacino del fiume con gli impianti previsti a Gavardo e Montichiari», affermano le mamme del Chiese e del Garda che rappresentano circa 500 famiglie. «I vertici di Ats e Comunità del Garda hanno affermato che i sindaci e i cittadini del Benaco si sentono “presi in giro” - sottolinea Piera Casalini delle Mamme del Chiese -. Finora ci siamo sentiti noi presi in giro in quanto, senza essere interpellati, ci siamo visti calare dall’alto le varie opzioni nel corso degli anni, partendo da Visano fino a Gavardo e Montichiari». «PRESI IN GIRO perché per troppo tempo ci è stato impedito l’accesso a documenti importantissimi relativi al progetto di fattibilità tecnico economica», incalza Roberta Caldera dell’associazione . «Il rinvio non è “una mancanza di rispetto” nei confronti di qualcuno, ma il riconoscimento da parte del Ministero del diritto di chi abita lungo il fiume Chiese a far sentire la propria voce e di farsi parte attiva del processo decisionale. Cosa che a Brescia ed in Regione finora non è stato possibile fare - rimarca Paola Pollini per le Mamme del Garda -. Prendersi il tempo necessario al fine di analizzare la questione in tutti i suoi molteplici aspetti, valutando seriamente gli impatti futuri, è un dovere nei confronti della collettività e delle generazioni future». Quanto ai presunti ritardi stigmatizzati dalla Comunità del Garda, va ricordato «che da ben sette anni si parla della depurazione dei reflui del lago di Garda sponda bresciana, ma ancora una volta prendiamo atto che il progetto di Acque Bresciane non depura una sola goccia delle acque del lago, non risolve i gravi problemi che lo attanagliano e non si limitano in alcun modo i fattori inquinanti che lo deturpano - concludono le Mamme del Chiese e del Garda -. I ritardi si trascinano non certo per le sacrosante proteste di chi non vuole vedere il proprio ambiente devastato, bensì per scelte inconcepibili che si vogliono imporre, prive di qualsiasi logica ambientale ed economica». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

C.REB.
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