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26.11.2020 Tags: Desenzano del Garda

Desenzano patria dei cuori solitari Ma solo per l’Istat

Il municipio di DesenzanoSposarsi a Desenzano non è più nell’uso comune: le persone nubili, celibi o informalmente conviventi superano il numero degli sposati
Il municipio di DesenzanoSposarsi a Desenzano non è più nell’uso comune: le persone nubili, celibi o informalmente conviventi superano il numero degli sposati

A prima vista il giudizio sembra inequivocabile: Desenzano è «la Città dei single», perché sono molto più numerosi i celibi o nubili rispetto ai coniugati, ben oltre i dati nazionali e quelli dei Comuni vicini (fatta eccezione per Sirmione, ma in misura minore). I dati Istat nella casella dei «Coniugati», oltre agli sposati, tengono conto ormai anche delle coppie che hanno scelto l’unione civile: a Desenzano sono 11.703 contro i 12.394 celibi e nubili, oltre il 10% in più (ma se a questi si aggiungono anche 1.272 divorziati e 1.835 vedovi, la flotta dei potenziali single si amplia ancora: così facendo, gli attualmente coniugati di Desenzano sono solo il 42% del totale, meno di uno su due). Solo Sirmione presenta cifre simili: 3.772 celibi o nubili contro 3.493 coniugati. MA BASTA QUESTO per definire Desenzano la patria dei cuori solitari? Certo che no. I numeri forse raccontano un trend che anticipa un «movimento» generale, e cioè che si può stare insieme, in coppia, anche senza sposarsi né siglare un’unione civile. E gli altri paesi? Salò + la città più «sposata», con 4.873 coniugati a fronte di 4.233 celibi o nubili (il 13% in più). È invece quasi un testa a testa nei Comuni della Valtenesi, dove i coniugati sono la maggioranza, ma di poco: 2.455 contro 2.367 celibi o nubili a Manerba, 2.114 contro 2.052 a Padenghe, 1.573 contro 1.471 a San Felice, 1.251 contro 1.168 a Polpenazze, 1.172 contro 1.102 a Moniga, 861 contro 821 a Soiano. Il dato è confermato anche a Lonato: 7.615 coniugati e 7.340 celibi o nubili. Testa a testa. È tutta la società che è in mutamento, e forse non sente più bisogno di «caselle». Lo spiega a Bresciaoggi uno dei tanti «diretti interessati», Marco Cadei, imprenditore di Desenzano; ha 43 anni e per l’Istat è celibe, ma da 12 è fidanzato con Valentina: «Non ho bisogno di una firma per sapere che ho trovato la donna della mia vita – spiega -. Per come la vedo io è solo una questione di carte: due persone, anche se non si sposano, possono condividere gioie e dolori di una lunga vita insieme». Una tendenza confermata anche da chi se ne occupa per lavoro: «Dalla mia esperienza professionale – spiega l’avvocato Laura Tavelli, consigliera comunale a Desenzano – vedo che in tanti decidono di non sposarsi per paura di divorzio o separazione, ma che altrettanti considerano che l’amore non abbia bisogno di contratti firmati». •

Alessandro Gatta
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