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27.10.2019

A Desenzano si cambia ma la Regione progetta soltanto potenziamenti

L’ospedale di Desenzano non verrà ridimensionato, anzi: sarà potenziato con nuovi investimenti e risorse. Le rassicurazioni offerte ai sindacati settimane fa sono state ribadite dall’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera e - ancora - dal direttore generale dell’Asst del Garda Carmelo Scarcella; stavolta davanti a una platea di quasi 400 persone: i presenti alla serata organizzata dal gruppo Sanità del Pd di Desenzano per rispondere alle preoccupazioni degli ultimi mesi sul futuro del presidio di Montecroce; una truttura che ancora oggi conta circa 11mila ricoveri l’anno, oltre 1,2 milioni di prestazioni ambulatoriali e 56mila accessi al pronto soccorso. Nel suo complesso, ha annunciato Scarcella, l’ospedale di Desenzano avrà 12 posti letto in più, passando dagli attuali 268 a 280: sono in programma il potenziamento del servizio di Pronto soccorso, ulteriori posti per l’Osservazione breve intensiva, l’attivazione di un reparto di Neurologia con una stroke unit per ictus e acuti; di 15 nuovi posti letto per le degenze di comunità per le cure intermedie e infine un settore week surgery (chiuso il sabato e la domenica) per interventi programmabili di breve durata. Il capitolo investimenti racconta della richiesta per l’acquisizione di una nuova risonanza magnetica (da 1,375 milioni) oltre ai 623mila euro già stanziati per nuove tecnologie nel 2019 (dall’ecotomografo al microscopio operatorio, che da solo ne costa 120 mila). A questi si aggiungono gli interventi strutturali: 7,5 milioni per i nuovi poliambulatori (già inaugurati) e il nuovo blocco parto, e altri 3,8 per interventi antisismici. Allo stesso tempo però verrà chiuso il reparto di Senologia, accorpato a quello di Chirurgia generale: verrà attivata una sola breast unit per tutti gli ospedali di competenza dell’Asst, ovvero Desenzano, Gavardo e Manerbio. NON SOLO: ci sarà una sola struttura complessa, condivisa tra Desenzano e Manerbio, anche per quanto riguarda l’Otorinolaringoiatria, e verranno ridotti i posti letto di Pneumologia, da 23 a 13, ma 4 di questi saranno «monitorati». Le preoccupazioni sul tema del personale, che a Desenzano è già calato di 20 unità (da 672 a 652) tra 2018 e 2019? «Facciamo i conti con 200mila ore di straordinari non pagati - hanno ricordato i sindacalistti presenti in sala - e non vorremmo che, senza risorse, tutti gli annunci siano in realtà promesse non realizzabili. Come si fa a diventare un polo attrattivo se non si investe nel personale? È questo il nodo. Non è possibile fare economie di scala con le persone, magari spostando dipendenti di 60 o 70 chilometri». «Io i soldi per pagare il personale li ho, ma non posso spenderli - ha replicato Gallera -; comunque gli impegni presi li porteremo avanti. Stiamo cercando di salvare il sistema, per questo chiediamo allo Stato di concederci l’autonomia». Infine il monito del Pd sul futuro dell’ospedale: «Vedremo - ha assicurato il consigliere regionale Gianantonio Girelli - se tutto quello che è stato detto verrà mantenuto».

AL.GAT.
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