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27.11.2019

Cent’anni di calcio
Desenzano sfoglia
l’album dei ricordi

Anno 1919,  cento anni fa: risulta essere questa la più antica foto di una formazione desenzaneseLa passione dei tifosi desenzanesi al glorioso  stadio «Dal Molin»La formazione attuale: lo Sporting Desenzano è primo in Promozione
Anno 1919, cento anni fa: risulta essere questa la più antica foto di una formazione desenzaneseLa passione dei tifosi desenzanesi al glorioso stadio «Dal Molin»La formazione attuale: lo Sporting Desenzano è primo in Promozione

I racconti antichi e moderni di ragazzi che correvano dietro a un pallone, tra campi infangati e divise cucite a mano, fino a quelli che ce l’hanno fatta, hanno sfondato in Italia e in Europa, alla corte di allenatori stellati o negli stadi della Champions League: questo, e molto altro, è «Cent’anni di calciatori desenzanesi», il libro di Stefano Medioli, dirigente bancario, per la prima volta scrittore, che raccoglie e racconta, appunto, 100 anni di storia calcistica locale. Verrà presentato proprio oggi, alle 18.30 a Palazzo Todeschini, in presenza di alcuni dei protagonisti (più o meno grandi) citati proprio nelle 300 e più pagine del libro: dal sindaco Guido Malinverno, che fu calciatore e poi arbitro, a Gianni De Giambattista che invece era un tifoso, testimone della tragedia dell’Heysel, e poi Giovanni Ruffoni dell’Uso Duomo, Antonello Modena definito «una bandiera, capace di avvicinare allo sport centinaia di giovani», e ancora Gino Alquati, altra bandiera ma del calcio giocato, capace di rifiutare la Serie A preferendo la famiglia alla carriera, il lavoro di fabbro a quello di calciatore professionista. Si sfogliano pagine e ritagli, ma soprattutto ricordi: le prime tracce di una squadra a Desenzano risalgono al 1916, negli anni in cui si giocava per non pensare alla guerra. Ma la prima foto è del giugno 1919: maglia nera e stella bianca, la prima testimonianza di una squadra Desenzano. Volti noti a livello locale come Peppino Vicari, il “filo rosso” che ha attraversato tutta la storia calcistica della città, o Mario Mantovani che nella sua carriera ha lavorato per 28 diverse squadre dilettanti, storico scopritore di talenti. Anche a livello nazionale, Desenzano ha dato al calcio risorse umane significative: l’arbitro Gaetano Mascali, che arbitrava in Serie A (e nel libro è immortalato mentre stringe la mano a Gigi Riva), il preparatore atletico Massimo Ugolini che venne chiamato da Mircea Lucescu allo Shaktar Donetsk, e ancora Massimo Volta, classe 1987 e tra i più forti di sempre, due volte in campo ai preliminari di Champions con la maglia della Sampdoria, tanta Serie A e pure la Liga, adesso al Benevento. NON BASTANO le parole, per citarli tutti: i baffoni di Maurizio Venturi, prima al Brescia e poi al Milan (e Palermo, e Cagliari), con 13 presenze in rossonero nei primi anni ’80 complice un infortunio di Franco Baresi (scherzi del destino, bresciano pure lui), o il carisma di Francesco Ghizzi, il presidente (e dirigente, e allenatore) che al Desenzano fece perfino vincere una Coppa Lombardia, nel 1963 nella finalissima con la Pro Piacenza. FORMIDABILI quegli anni, fino ai giorni nostri: storie di fusioni, squadre vecchie e nuove dalla Pro alla Sporting, pure una dedica al piccolo grande Kevin Zeni, scomparso giovanissimo solo un anno fa. «Ci sono voluti 2 anni per raccogliere informazioni e testimonianze - spiega Stefano Medioli . per una cronaca che non ha il rigore di una ricerca storica, ma è racconto incalzante di tanti momenti, rivissuti con gli occhi dei protagonisti, fotografie, ritagli di giornale, episodi da leggenda». •

Alessandro Gatta
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