CHIUDI
CHIUDI

01.12.2019

Desenzano e Sirmione in coda alla Caritas

I volontari della Caritas preparano i cesti nella sede di Rivoltella
I volontari della Caritas preparano i cesti nella sede di Rivoltella

Quella che fino a pochi anni fa chiamavamo «nuove povertà» non sono più tanto nuove, e mordono: tra Desenzano e Sirmione, due cittadine ricche dove la disoccupazione è inferiore alle media e la dotazione di servizi sociali è da sempre molto articolata, ci sono più di 500 famiglie che si rivolgono alla Caritas per le necessità essenziali. Numeri impressionanti dalle associazioni dei due paesi, con qualche differenza ma un denominatore comune: centinaia di famiglie, migliaia di persone non ce la fanno. Immigrati e italiani, pensionati ma anche giovani. A DESENZANO i numeri, che non sono solo cifre ma persone, sono questi: i nuclei familiari che si rivolgono regolarmente per i pacchi sono 205, di cui 88 italiani; i nuclei che si rivolgono occasionalmente sono invece 186, per un totale di 391 tutti residenti a Desenzano. Le consegne dei pacchi alimentari vengono effettuate una volta al mese: contengono 4 litri di latte, 4 chili di pasta, un litro di olio, 5 scatolette di pelati, 5 scatolette di legumi, 3 scatolette di tonno, 2 prodotti Cameo tipo torte o budini, biscotti, riso, zucchero. Inoltre tutti i venerdì viene distribuito pane fresco di una forneria mentre Esselunga e Penny Market donano prodotti vicini alla scadenza ma ancora buoni. Quasi tutte famiglie con bambini, alcuni pensionati, ma i pensionati sono i più restii a chiedere aiuto perché «dopo una vita autonoma e di lavoro si vergognano a presentarsi», spiega la Caritas. A SIRMIONE, in proporzione, non va meglio: le famiglie bisognose, globalmente e in vari modi, sono 120, al 70% immigrati e 30% italiani tutti residenti a Sirmione. Il mercoledì si distribuisce vestiario, ogni 15 giorni scorte alimentari. «Gli utenti hanno tra i 25 e i 65 anni, quasi tutte famiglie con figli, alcune di extracomunitari sono composti anche da 7 persone, quelle italiane di tre o quattro». Ma attenzione a questo dato: a Sirmione la Caritas opera solo da ottobre a marzo. Poi col periodo turistico non c’è più domanda: molte persone in stato di bisogno trovano lavoro stagionale e, per quei mesi, si sostentano da sole. Segno che il lavoro è il riscatto, ma che quando manca l’aiuto serve davvero. •

Silvia Avigo
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1