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11.12.2019

Diritto allo studio, i docenti temono «tagli»

Scuole primarie a Desenzano: i docenti vedono l’ombra dei «tagli» del Comune sulle attività formative
Scuole primarie a Desenzano: i docenti vedono l’ombra dei «tagli» del Comune sulle attività formative

Affiora una certa preoccupazione nelle scuole di Desenzano, in particolare alle primarie, per i contenuti e per il «budget» del nuovo Piano per il diritto allo studio, cioè il complesso di risorse che il Comune dedica ai servizi scolastici e alle attività connesse. Il timor, apparentemente non infondato, è che si rischi il taglio o il ridimensionamento di alcuni «cpitoli» di spesa ai quali gli insegnanti tengono molto. Bresciaoggi in questi giorni ha raccolto il disagio di alcune insegnanti di scuola primaria, di Desenzano che di Rivoltella, che chiedono: «Dove sono finiti i progetti per l’offerta formativa?». SFOGLIANDO il Piano, che andrà comunque confermato in Consiglio comunale e potrà essere arricchito in momenti successivi, si scopre che proprio i progetti formativi scenderebbero dai 115.000 euro dell’anno scorso a 28.990 euro per quest’anno. E ancora, non sono più elencati alcuni progetti che arricchivano il percorso scolastico come ad esempio il «Progetto memoria» per studenti delle medie, il «Viaggio della memoria» per studenti delle superiori, mentre nelle scuole primarie sembrerebbe che due progetti fondamentali come quello degli scacchi, utile per lo sviluppo della logica e della concentrazione, e soprattutto il progetto di psicomotricità, non si faranno. Quest’ultimo, sottolineano alcune insegnanti, è fondamentale perche risponde ai bisogni del bambino, offrendogli spazi di espressione e di relazione attraverso il movimento. «Mancano troppi interventi in questo piano di diritto allo studio - riferiscono le insegnanti -: mancano i soldi e i tempi sono anomali: il Piano dovrebbe essere presentato a inizio anno, non nel secondo quadrimestre». Effettivamente il piano per l’anno scolastico 2019-2020 è stato deliberato dalla giunta a fine novembre e dovrà ancora essere approvato dal Consiglio comunale. Ma i docenti spiegano che i progetti continuativi si inseriscono sugli orari di lezione e vanno pianificati per tempo. L’assessore al bilancio Pietro Avanzi, che tra l’altro non è direttamente responsabile delle politiche scolastiche, invita alla prudenza: «Le risorse si possono trovare strada facendo: spesso i progetti sono stati aggiunti successivamente all’approvazione del Piano». •

Silvia Avigo
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