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30.05.2019

Idroscalo, due
giorni nella
leggenda del volo

Il maresciallo Francesco Agello
Il maresciallo Francesco Agello

Prima di tutto, sarà una festa, in memoria della luminosa epopea aviatoria del mitico reparto Alta velocità, celebrazione di un monumento ancora molto amato dai desenzanesi, l’Idroscalo, che sabato 8 e domenica 9 giugno sarà aperto al pubblico. Poi, con calma, ci saranno le riflessioni sul futuro della struttura militare, per il quale è stata prevista una destinazione turistico-ricettiva affidata a Difesa Servizi, la holding del Ministero che si occupa del recupero delle vecchie basi militari.

 

SU QUEL FRONTE tutto tace, dice il sindaco Guido Malinverno, che ieri ha presentato il doppio «open day» insieme all’assessore Francesca Cerini e al colonnello Luca Maineri, comandante del Sesto Stormo di Ghedi, che ancora oggi ha competenza sull’Idroscalo: «Ad oggi - ha detto il sindaco - sappiamo solo che prima o poi Difesa Servizi predisporrà una manifestazione d’interesse, che seguiremo con attenzione, perché ricordo che l’ultima parola spetta al Comune, che dovrà approvare gli eventuali progetti sia in Giunta che in Consiglio». Ma prima della trasformazione immobiliare, ferma da anni, porte aperte all’Idroscalo sabato 8 giugno e domenica 9, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18: l’iniziativa, fortemente voluta dal Comune, è stata realizzata grazie alla disponibilità del Sesto Stormo, e coinvolgerà anche l’Associazione arma aeronautica e il Comitato Idroscalo.

 

I VISITATORI avranno a disposizione una mostra, dentro e fuori gli hangar, dove sono stati recuperati oggetti e reperti d’epoca del Reparto alta velocità. Non solo: si potrà anche salire a bordo della cabina di un Tornado. Gli ingressi saranno misurati, nel senso che gli ospiti saranno sempre accompagnati dalle guide, per una visita che in tutto durerà circa 40 minuti. «Abbiamo costruito un percorso - spiega il colonnello Maineri - che consenta a tutti di capire il valore delle persone e delle ricerche ingegneristiche dell’epoca, perché questa è la storia che merita di essere raccontata». Una storia gloriosa: il Rav chiuse i battenti nel 1936, dopo una lunga serie di record, fra i quali spicca il primato mondiale di Francesco Agello, che sorvolò il Garda a 709 chilometri orari.

Alessandro Gatta
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